26 Novembre 2020
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Testimoni di Geova in Russia. La Corte Suprema proscioglie un perseguitato dall'accusa di estremismo. La prima volta dal 2017

09-10-2020 10:48 - Cronaca estera
Cinquanta studiosi di religioni, tra i più noti al mondo, hanno firmato una dichiarazione che chiede la fine immediata della persecuzione dei Testimoni di Geova in Russia, dove i fedeli sono regolarmente arrestati e condannati a pene detentive, e le loro attività di culto sono proibite.

La dichiarazione è stata presentata lo scorso 3 settembre in occasione di una conferenza online organizzata a Vilnius, in Lituania, sul fenomeno internazionale dell'opposizione ai Testimoni di Geova. I 13 relatori collegati in videoconferenza dai propri Paesi sono stati i primi a firmare il documento; a loro si sono poi aggiunti altri colleghi di tutto il mondo, tra cui esperti della stessa Russia e della Cina.

I cinquanta studiosi hanno esortato "il presidente Putin e la sua amministrazione a intraprendere azioni per porre fine alla persecuzione sistematica e insensata dei Testimoni di Geova, una comunità di cittadini pacifici e rispettosi della legge che chiedono solo di praticare la loro fede in pace".

I primi risultati di questa dichiarazione ( leggi la dichiarazione clicca qui ) si sono avuti subito, infatti il 7 ottobre 2020 il Tribunale Distrettuale della Repubblica di Cabardino-Balcaria ha dichiarato non colpevole Yuriy Zalipayev e lo ha prosciolto da tutte le accuse. Zalipayev è il primo Testimone di Geova a essere stato assolto dopo la sentenza della Corte Suprema Russa del 2017, che ha proscritto le attività dei Testimoni di Geova in tutta la Federazione. Il procuratore ha dieci giorni per presentare ricorso.

Nel corso delle udienze, più di 30 persone avevano testimoniato che le presunte attività “estremiste” del sig. Zalipayev erano in effetti di beneficio per la collettività: come tutti i testimoni di Geova, Zalipayev aveva infatti incoraggiato a leggere la Bibbia e a trattare gli altri con rispetto e gentilezza. La sentenza di assoluzione emessa dal tribunale è anche basata sulle conclusioni a cui è giunto di recente il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, che ha affermato che i Testimoni di Geova non possono essere definiti “estremisti”, né praticano o promuovono alcuna forma di violenza.

Christian Di Blasio, portavoce dei Testimoni di Geova, commenta: “Ammiriamo il coraggio del giudice Elena Kudryavtseva che, nonostante il diffuso clima di intolleranza presente nella Federazione, ha emesso una sentenza imparziale in armonia con le raccomandazioni degli organismi internazionali. Ci auguriamo che questa decisione stabilisca un precedente e dia il coraggio anche ad altri giudici di riconoscere che i Testimoni di Geova sono cristiani pacifici e cittadini responsabili”.

Ad oggi in Russia e Crimea sono 388 i Testimoni indagati, 45 quelli imprigionati, 26 quelli agli arresti domiciliari. Alcuni Testimoni sono stati sottoposti a torture dalle forze dell’ordine. Dalla sentenza della Corte Suprema del 2017 sono state perquisite 1145 case di Testimoni di Geova nella Federazione.

GUARDA IL VIDEO DELL'INTERVISTA



Fonte: Redazione Cagliari Live





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