06 Luglio 2020
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Anghinolfi e Monopoli, licenziati i due assistenti sociali indagati. Anghinolfi: “neanche per il ponte Morandi hanno parlato cosi tanto." Parole che offendono tutte le vittime innocenti di Bibbiano e non solo.

27-01-2020 19:14 - Cronaca
Questo l'esito della commissione disciplinare capeggiato da Sylvia Kranz, (responsabile del Servizio associato interprovinciale per la prevenzione e risoluzione delle patologie del rapporto di lavoro).

Un primo procedimento disciplinare aveva già portato al licenziamento di Cinzia Magnarelli, l'assistente sociale la cui testimonianza era stata decisiva per comprendere i metodi utilizzati dal team cappeggiato da Federica Adinolfi servizi sociali Val D'Enza e dal suo fido collaboratore Francesco Monopoli assistente sociale della Asp Carlo Sartori.

Le motivazioni del loro licenziamento riportano a ciò che sta scritto nell'ordinanza di custodia cautelare presentata dal Pm Salvi.

Ossia le numerose di assistenti sociali, periti, psichiatri, affidatari che dal punto di vista disciplinare hanno delineato le responsabilità di Monopoli e Anghinolfi.

Kranz. «I loro comportamenti messi in essere, anche in collaborazione tra i due soggetti, sono tesi a fare pressioni su colleghi e soggetti esterni per giungere a sentenze al Tribunale dei minori di Bologna tese ad allontanare i minori dalle famiglie di origine per darli in affidamento. Ci sono altri reati come il falso e la violazione di dispositivi negli appalti che mi ha convinto della necessità di chiudere i due contratti di lavoro per riportare benessere e serenità nella comunità».


Anghinolfi e Monopoli erano già sospesi dal servizio perché. Il Gip aveva anche disposto il divieto di esercitare la professione per un anno.

Ora attendiamo l'esito delle indagini, ma è già un sollievo sapere che i minori e le famiglie non avranno più a che fare con elementi simili.

Quello che fa inorridire è la dichiarazione rilasciata dalla Anghinolfi alla giornalista Carlotta Dessi “Io quello che facevo è quello che ho fatto…io non facevo il bene, io facevo quello che l'istituzione mi chiedeva di fare”.

Continua la Anghinolfi: “neanche per la strage di Capaci, neanche per Mani pulite, neanche per il ponte Morandi, neanche per le inchieste del dottor Gratteri (procuratore capo a Catanzaro) per quanto riguarda la ‘ndrangheta - un racconto che va avanti da sette mesi? Non c'è nessun omicidio qui: nel ponte Morandi quante persone sono morte?".

All'indagata sfugge che per far morire una anima innocente come quella di un bambino non è necessaria la morte fisica.





Fonte: Mariangela Campus



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