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Associazioni dei Commercianti di Cagliari: "Noi piccoli commercianti inascoltati dalla Regione".

18-05-2020 14:35 - CRONACA REGIONALE
I piccoli commercianti riuniti in varie associazioni e consorzi sono sul piede di guerra perché si sentono discriminati e inascoltati su decisioni importanti relative alla gestione del commercio come la regolamentazione dei saldi.

Nella giornata di domani a tal proposito si terrà in Consiglio Regionale un’assemblea che ha come ordine del giorno le vendite promozionali ed i saldi .

Lo scorso 15 maggio si è tenuto un incontro in Regione alla presenza delle Associazioni di categoria che aveva per oggetto la proposta di spostamento della data inizio saldi estivi al 1 agosto, come anche proposto dalla Conferenza delle Regioni a carattere Nazionale.

Durante questo incontro le associazioni dei consumatori ed altre aggregazioni sindacali a parte Confesercenti, hanno proposto di liberalizzare le vendite promozionali a partire dai 40 giorni precedenti la data di inizio dei saldi.

Questa proposta di fatto andrebbe a danneggiare fortemente l’economia di tantissimi commercianti che per quasi tre mesi hanno tenuto abbassate le saracinesche delle loro attività, e solo con la recente riapertura in questo ultimo scorcio di stagione primaverile vedono forse l’opportunità di una piccola seppur sofferta ripresa.

Liberalizzare da subito la gestione delle vendite promozionali, annullerebbe di fatto l’utilità del posticipo della data di inizio saldi e porterebbe ad un indiscriminato crollo dei prezzi, che da un lato favorirebbe le grandi aziende, dall’altro darebbe il mortale colpo di grazia a tante piccole realtà commerciali che, ormai sul lastrico, si troverebbero fin da subito a combattere contro la concorrenza sleale della grande distribuzione.

Sono oltre 600 i piccoli commercianti , soprattutto quelli localizzati nel centro storico, che riuniti in varie associazioni come le Associazione di Strada, CCN, Consorzio Strada Facendo, Consorzio Centro Storico, Consorzio Piazza Yenne, Consorzio Piazza Garibaldi, chiedono di far valere le loro istanze.

Paolo Angius, rappresentante del Consorzio Strada Facendo, dice con forza: “ Abbiamo delle azioni di marketing da proporre, che vogliamo portare al tavolo della Regione. Noi siamo la base, siamo gli attori del processo economico cittadino, perché la Regione non ci invita al tavolo di confronto?
"

Da qui, l’iniziativa di una petizione rivolta ai cittadini e soprattutto i commercianti, per dare voce ad un problema importante come quello della sussistenza dei negozi di città, spesso dati in pasto ai grandi colossi commerciali.

Questo il testo completo della petizione proposta dall'Associazione Strada Facendo Cagliari
:

“ Oggi 15 maggio si è tenuto un incontro in Regione alla presenza delle associazioni di categoria che aveva per oggetto la proposta di spostamento della data inizio saldi estivi al 1 agosto, come anche proposto dalla Conferenza delle Regioni a carattere Nazionale.

In questo incontro le associazioni dei consumatori ed altre aggregazioni sindacali a parte Confesercenti, hanno proposto di liberalizzare le vendite promozionali anche nei 40 giorni precedenti la data dei saldi.

Riteniamo che se dovesse passare questa linea, non avrebbe più senso spostare la data dei saldi, ma anche la loro funzione cesserebbe, esautorandone l’importanza, perché di fatto ci sarebbero sconti tutto l’anno.

Questa linea andrebbe ad avvantaggiare i grandi gruppi commerciali e porterebbe confusione nella clientela che non comprendendo più quale sia il prezzo, il valore congruo dell’articolo e attendendosi sempre un maggiore sconto procrastinerebbe sine die il possibile acquisto mortificando e deprimendo ulteriormente il mercato. (Vedi leggi di marketing) Pertanto si chiede di non abrogare la norma.

Porto come esempio la famosa marca di divani che tanto si pubblicizza in televisione, sapreste dirmi il vero valore della merce che propone in vendita? E qui che è insita l’astuzia del venditore che propone sempre un affare mirabolante evidenziando sconti crescenti e formule innovative come la super valutazione dell’usato, ma alla fine se si controllasse e si comparassero le vari offerte scoprireste che in realtà non vi regalano nulla ed il prezzo finale è sempre il medesimo.

Vogliamo un mercato fortemente liberista,selvaggio pieno di avventurieri e furbi?
Desideriamo consegnare questo mercato ai grandi gruppi e alla speculazione?

Ricordo che la famosa legge Bersani sulle liberalizzazioni che prometteva, mettendo in forte concorrenza gli imprenditori, un generalizzato abbassamento dei prezzi. Oggi dopo tanti anni di neo liberismo abbiamo verificato che i prezzi sono mediamente e continuativamente aumentati, ma soprattutto è aumentato il ricarico medio sul prodotto svilendo lo stesso.

Chiediamo invece, a tutela dei centri storici, della clientela e del piccolo negozio di vicinato, un riordine della Legge Regionale N. 5, modificando il parametro delle sanzioni in caso di violazione della legge, che fosse misurato in base ai metri quadrati dell’esercizio commerciale, così evitando le attuali sperequazioni tra grandi e piccoli imprenditori.

Andrebbero regolamentate meglio anche le modalità di pubblicità nei 40 giorni prima dei saldi, perché i grandi gruppi in possesso di importanti banche dati, aggirano i divieti delle vendite a sconto, mandando messaggi personali ai clienti. In questo periodo chiediamo sia vietata qualsiasi forma pubblicitaria inerente promozioni sconti ribassi offerte.

Chiediamo controlli per il rispetto delle leggi.

Alla luce dei dati Union camere che rilevano nel 2019 settore commercio 37.176 aziende iscritte, camera di commercio Sardegna, e 2.695 aziende cancellate, il continuo crollo dei consumi e lo spostamento di questi verso internet, visti gli ultimi avvenimenti Coronavirus, si prevede la esponenziale moltiplicazione delle cancellazioni.

A tale scopo, per quanto sopra esposto, si verificherebbe la definitiva desertificazione del tessuto commerciale cittadino ma soprattutto nei piccoli comuni del centro Sardegna, la dove i negozi di vicinato svolgono l’insostituibile servizio di prossimità, rivolto in particolar modo alle categorie più deboli.

La presente petizione è rivolta a tutti gli imprenditori, alle associazioni di categoria territoriali, ai CCN, ai consorzi ed alle associazioni di strada con preghiera di sottoscriverla” .



Fonte: Redazione Cagliari Live
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