05 Luglio 2020
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Denuncia alla procura per il Ministro Bonafede e il Presidente Conte. L’associazione “GOVERNO DEL POPOLO” APS deposita la querela.

27-01-2020 20:17 - POLITICA
È stata presentata alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Roma, il 29 Dicembre 2019, la denuncia querela dalla Associazione “GOVERNO DEL POPOLO” APS. Contro il Ministro
Alfonso Bonafede e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Riportiamo il testo che potete trovare nella pagina Facebook della associazione.

Sig. Francesco Carbone, presenta formale denuncia contro il Ministro di Grazia e Giustizia, Avv. Alfonso Bonafede, e contro il Presidente del Consiglio dei Ministri, Avv. Giuseppe Conte, per omissione di atti d'ufficio e concorso nei reati denunciati dall'Associazione Governo del Popolo APS, in persona del Presidente Francesco Carbone, e/o contro quanti abbiano anche solo concorso e/o partecipato nella realizzazione e prosecuzione degli illeciti e/o per tutti i reati denunciati alle Autorità Giudiziarie e presso i Ministri e/o organi ispettivi e di controllo, per i quali Nessuno ha mai avviato alcun procedimento e/o alcuna ispezione e/o controllo, omettendo di rispondere alle denunce, omettendo finanche di motivare il rigetto delle misure cautelari richieste (nonostante l'obbligo del codice rosso per i minori e donne maltrattate, dell'arresto per reati di tipo mafioso e/o di corruzione), procedimenti penali sabotati dai Magistrati anche con l'abuso del modello 45, non avviando alcuna azione penale, violando l'art. 112 Costituzione, proteggendo di fatto associazioni criminali e/o di tipo mafioso e loro affiliati.

L'Associazione ha infatti presentato denunce, oltre che alle Procure competenti, anche al Ministro di Grazia e Giustizia ed al Presidente del Consiglio dei Ministri, chiedendo anche ed espressamente con pec ai suddetti Ministri il Loro intervento urgente per controllare l'abuso del modello 45 da parte dei Capi Procura, che assegnano il modello all'atto di iscrizione della denuncia, e da parte dei Procuratori Generali avocati a svolgere il controllo sulle attività di indagine dei Capi Procura (cfr. riforma Orlando disponendo per il Procuratore Generale della Corte d'Appello l'“avocazione obbligatoria” in ordine al modificato art. 412 c.p.p.).

I reati attualmente denunciati in diverse Procure della Repubblica (Termini Imerese, Palermo, Caltanissetta, Catania, Salerno, Napoli, Roma, Perugia, Firenze, Trento, Verona, Milano) e Procure Generali c/o Corti d'Appello (Palermo, Caltanissetta, Salerno, Roma, Firenze), ed alla Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo (D.N.A.) sono:
Appalti illeciti dei trasporti di Poste Italiane S.p.A.;
Appalti illeciti di portierato e guardie giurate KSM S.p.A.;
Truffa ai Fondi Europei;
Truffa all'ISMEA;
Truffa ai Fondi Antimafia;
Associazione a delinquere di tipo mafioso;
Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari;
Sottrazione illecita di minori, maltrattamento e presunto abuso su minore – codice rosso;
Evasione e Frode Fiscale;
Estorsioni, tangenti e spartizione dei proventi degli Appalti;
Voto di scambio politico mafioso;
Abuso atti d'ufficio, falsi ideologici e materiali commessi da p.u., e tanto altro…

Pur avendo descritto in ogni denuncia nomi e cognomi di persone, società, fatti, e consegnato in allegato alle denunce le prove dei reati commessi, nessuno dei presunti rei denunciati è stato inserito nel registro dei reati, favorendo di fatto l'impunità degli stessi e la loro prosecuzione indisturbata degli illeciti commessi contro i singoli cittadini, la collettività e l'Erario dello Stato. Tanto ha costretto l'Associazione a dover procedere anche oltre innanzi alle Procure Competenti ex art. 11 cpp ed alla D.N.A., senza che mai a tutt'oggi nessuna autorità abbia avviato alcuna azione penale legittima (non a mod. 44 o 45) per acquisire tutte le prove in possesso, accertare i fatti e procedere agli arresti, come disposto anche dalla Legge spazza corrotti (L. n. 3/2019), negando da sempre finanche una legittima convocazione del Presidente dell'Associazione Governo del Popolo APS per non procedere ex art. 112 Costituzione.

La gravità di tanta corruzione è provata dal fatto che il Sig. Francesco Carbone, oggi Presidente dell'Associazione Governo del Popolo APS, abbia manifestato più volte in pubblico pretendendo l'avvio dell'azione penale - anche contro sé stesso per calunnia (visto che dal 2007 denuncia persone e fatti per reati specifici – finanche avendo collaborato con GdF e Carabinieri) pur di dimostrare in un'aula di Tribunale la veridicità di tutti i fatti da Lui denunciati. Tali fatti sono a tutt'oggi oggetto anche di interrogazioni parlamentari – dopo oltre 9 anni – con iter in corso, precisando che uno dei parlamentari che ha presentato tale interrogazione, prima all'opposizione, oggi alla maggioranza di Governo, non ha terminato tale iter, tanto a riprova di come lo strumento dell'interrogazione parlamentare presentato nell'interesse dei cittadini e dello Stato (reati di tipo mafioso e contro l'Erario, procedibili d'ufficio) costituisca solo una “denuncia politica”, strumentale per far sperare al cittadino in una giustizia che non arriverà, procrastinando i tempi, o per realizzare compromessi politici, come accaduto al Presidente Carbone con il Senatore Nicola Morra e lo scandalo Alfano Junior in Poste Italiane S.p.A., e con altri parlamentari del Movimento 5 Stelle coinvolti nello scandalo delle firme false a Palermo, scandalo inizialmente insabbiato dal Commissario della Digos di Palermo, Giovanni Pampillonia, e poi accertato dalla Procura, grazie all'intervento delle Iene. A tanto va precisato che giammai gli stessi politici o pubblici ufficiali, pur essendo venuti a conoscenza di reati procedibili d'ufficio, abbiano comunicato le notitiae criminis alle Procure Competenti, concorrendo nel reato (art. 40 cp).

Ci si riserva di integrare previa urgente audizione la prova documentale, con registrazioni video e audio, rilievi fotografici, chiedendo nell'immediato, il sequestro di tutti i fascicoli sabotati pendenti presso le diverse Procure denunciate, e l'intervento del PM per acquisire legittimamente tante altre denunce ancora da presentare stante la loro mancata acquisizione nella notte di Natale c.a. da parte della Questura di Roma – Commissariato Trevi, Funzionario Dr. Massimo Improta, diniegando le richieste delle persone denuncianti ivi presenti (negata la chiamata del PM di turno necessaria per adottare le MC urgenti e la messa in sicurezza dei minori e di coloro che denunciano finanche reati di tipo mafioso, svolgendo il Funzionario di Polizia Improta attività giudicante di filtro non prevista ex legge), e la necessaria audizione del Presidente Francesco Carbone al fine di rappresentare i fatti denunciati con documenti e prove a corredo, chiedendo a tutti i Parlamentari di promuovere mozioni di sfiducia per le immediate dimissioni ex artt. 94 Cost. e 115 del regolamento delle Camere, in osservanza della stessa disciplina delle mozioni di sfiducia al governo (previa sottoscrizione da parte di almeno un decimo dei componenti della camera, discussione dopo almeno tre giorni dalla presentazione con voto nominale), nei confronti del Ministro di Grazia e Giustizia, Avv. Alfonso Bonafede, e del Presidente del Consiglio dei Ministri, Avv. Giuseppe Conte, per la responsabilità che li lega individualmente agli atti dei loro dicasteri (art. 95), come già disposto dalla sentenza n. 7 della corte costituzionale del 1997, essendo necessario non procrastinare oltre la grave violazione degli obblighi istituzionali e dell'art. 54 Cost., che detta “i cittadini a cui sono affidati funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”.

Tanto è comprovato dalla condotta irriverente tenuta dal Ministro di Grazia e Giustizia, Avv. Alfonso Bonafede, che nonostante le reiterate denunce depositate anche al Ministero, alle lettere pec di denuncia dell'abuso del modello 45 ed altro, chiedendo l'immediato suo intervento - finanche su perorata richiesta della Senatrice Dr.ssa Vincenza Blundo, data la gravità dei fatti denunciati -, omettendo ancora di rispondere per via ufficiale (come se tanto non rientrasse nei suoi doveri istituzionali), il Ministro scherniva indirettamente le richieste dell'Associazione Governo del Popolo APS, in persona del Presidente Francesco Carbone, pubblicando in data 10/12/2019 alle ore 18.58, a mo' di risposta, un post, sul suo profilo istituzionale sul social network Facebook, ove precisava che i Magistrati Italiani sono i migliori al mondo, avendo altresì più volte – nell'arco del suo incarico -ribadito mediaticamente che mai avrebbe svolto accertamenti sulla condotta dei magistrati, ignorando la sua funzione di controllo istituzionale proprio sulla condotta dei Magistrati, funzione che DEVE svolgere a mezzo dell'ispettorato del Ministero.

Quanto sopra è altresì comprovato anche per il Presidente del Consiglio dei ministri, Avv. Giuseppe Conte, il quale oltre a ignorare tutte le denunce a Lui presentate, su espressa richiesta motivata del suo intervento – altresì quale responsabile di tutti i Dicasteri– faceva contattare telefonicamente dalla Sua Segreteria il Presidente dell'Ass. Francesco Carbone, chiedendo il motivo per il quale tutte le denunce presentate in Procura venivano depositate anche ai Ministri. Ebbene anche su motivata richiesta – chiedendo espressamente l'audizione dell'Associazione Governo del Popolo APS - del suo urgente ed improcrastinabile intervento, nella qualità di Presidente dei Ministri e di responsabile anche del Ministero di Grazia e Giustizia, ometteva di intervenire e di convocare l'Associazione rispondendo che “non è di suo interesse”. Tanto pur avendo giurato “di essere fedeli alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le funzioni nell'interesse esclusivo della nazione”, nonostante l'Associazione abbia denunciato gravi reati ai danni anche dell'Erario e reati commessi da associazioni a delinquere di tipo mafioso.

Si precisa che anche l'ultimo rapporto OCSE dichiara che in Italia è prioritariamente necessario “Un sano sistema giudiziario e un forte stato di diritto”, oggi gravemente inficiato dal “corporativismo” tra magistrati che si autoreferenziano, condotte assolutamente contrarie allo Stato di diritto ed alla Nostra Carta Costituzionale, pretendendo anche per questo l'immediato intervento del Presidente della Repubblica Dr. Sergio Mattarella, anche Lui chiamato ad intervenire, ma rimasto sino ad oggi silente.
Tanto premesso l'istante Associazione “Governo del Popolo” APS, in persona del Presidente Sig. Francesco Carbone (nt. a Palermo il 18/07/1975), propone formale

DENUNCIA/QUERELA

nei confronti del Ministro di Grazia e Giustizia, Avv. Alfonso Bonafede, e del Presidente del Consiglio dei Ministri, Avv. Giuseppe Conte e/o di quanti abbiano concorso, per tutti quanti i reati individuabili dall'esposizione dei fatti, chiedendone la punizione a termini di legge e disporre immediatamente, senza ulteriore ritardo, ogni provvedimento necessario ed urgente.
Il Carbone pretende di essere sentito sui fatti e circostanze di cui in narrativa,
- Con espressa riserva di costituirsi parte civile;
- Con espressa richiesta, ai sensi degli artt. 406 e 408 c.p.p., 12 disp. art. c.p.p., di essere informati dell'eventuale proroga di indagini o richiesta di archiviazione anche a mezzo pec all'indirizzo avvvirginiacerullo@pec.ordineforense.salerno.it.
L'Associazione Governo del Popolo APS (C.F. 97337080820), in persona del Presidente p.t. Sig. Francesco Carbone, nel riservarsi di integrare la prova orale, documentale e video, nomina quale difensore di fiducia l'Avv. Virginia Cerullo, Cassazionista del Foro di Salerno, con studio in Eboli (SA) al Viale G. Amendola n. 33.
Francesco Carbone
Presidente dell'associazione Governo del Popolo



Fonte: Mariangela Campus



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