25 Novembre 2020
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Due chiacchiere con Maria Cristina Moglia, attrice.

19-04-2020 19:10 - TV SPETTACOLO & GOSSIP
Maria Cristina Moglia è una delle attrici più preparate e con una notevole capacità interpretativa nel panorama televisivo e cinematografico italiano e non solo. Figlia e nipote d'arte cresce nell'ambiente della fotografia e della scenografia, il nonno è il direttore della fotografia Renato Del Frate, lo zio è Carlo Simi.

Dopo un inizio come fotografa si dedica completamente alla recitazione, tra i suoi più grandi successi le sue interpretazioni nei film “Ferrari”, “il mio west”, “radio freccia” e l'ultimo film con Antonio Banderas “black butterfly”. In televisione rimangono scolpiti nella memoria i suoi ruoli in “un posto al sole”, “cento vetrine”, “distretto di polizia 2”, “la stagione dei delitti” e ora in onda nella fiction “il paradiso del signore”. Prima dell'inizio della quarantena stava girando set l'ultimo film di Carlo Carlei “La fuggitiva”, le cui riprese riprenderanno ad emergenza covid-19 terminata.

Ha da poco vinto un premio al Menotti Art Festival di Spoleto con il docu-film da lei girato sulla situazione delle favelas in Argentina.

D: Cristina quando è nata in te la passione per la recitazione?
R: È una passione che è sfociata quando avevo 18 anni e mi trovavo in Australia, provengo da una famiglia di artisti nel campo audiovisivo e fotografico, mi ero appassionata a questo mondo anche perché essendo molto timida mi sentivo a mio agio dietro l'obiettivo. Sono sempre stata molto indipendente e verso i 18 anni mi sono trasferita in Australia come esperienza di vita.
Ricordo che la recitazione mi interessava ma il destino ha voluto che un giorno presi un taxi e parlando col tassista mi disse che lui in realtà era un attore e che faceva il tassista per mantenersi, mi parlò di una scuola di recitazione che dava l'opportunità di scegliere gli orari delle lezioni in base agli impegni lavorativi. Quando arrivai a destinazione mi scrisse in un foglietto il nome della scuola. Da li è partito tutto, dopo le prime lezioni e interpretando un monologo su Giovanna D'Arco ho capito che era la mia passione, la mia anima, la mia vita. Ho frequentato per due anni l'Actors Studio Center a Sydney e il Lee Strasberg's Institute di Los Angeles.

D: Quando hai avuto le prime parti?
R: Tornata a Roma. Lavoravo per mantenermi, studiavo e facevo provini. Feci un provino per un posto al sole e ironia della sorte il progetto era un format australiano, fu un provino molto intenso dovevo piangere per un'ora. Dopo una settimana, mi chiamarono, avevo ottenuto la parte e mi trasferii a Napoli.
Da li sono seguiti tanti altri ruoli e tanti lavori che mi hanno dato grande soddisfazione.

D: Nei tuoi ruoli dimostri una grande potenza interpretativa, ruoli sofferti e intensi nei quali ti immergi totalmente.
R: Sono i miei preferiti, la mia empatia mi porta ad essere vicina alla sofferenza delle donne, amo i ruoli forti di donne che reagiscono con forza e coraggio alle avversità della vita.

D: Sei un'artista poliedrica, la pittura è un'altra delle tue passioni.
R: La pittura è un mio momento intimo e spirituale, utilizzo una tecnica che ho inventato lo scrostamento, applico la pittura e il gesso poi tolgo con la spatola in base alle mie sensazioni e appaiono delle figure.

D: So che sei sempre molto impegnata nel sociale, attraverso la tua arte dai voce a diverse campagne sociali, parlaci dell'ultima tua interpretazione in occasione della giornata contro la violenza sulle donne.
R: Si, presso il Museo Civico Mastroianni ho interpretato “IL SILENZIO” scritto e diretto da Alessandro Silvestri, Bianca la protagonista è una donna, un essere umano vittima di stereotipi, di violenze, del silenzio. Un'opera che amo tantissimo.

D: Lo scrittore Alessandro Silvestri ha scritto “IL SILENZIO” appositamente per te.
R: Si, Alessandro Silvestri ha scritto appositamente per me “Il silenzio”, infatti oltre a condividere le nostre vite a livello personale ci unisce l'impegno sociale. Con l'unione delle nostre capacità artistiche, io con la recitazione e lui con la scrittura, riusciamo a creare un connubio molto forte e intenso che utilizziamo per le campagne socialmente utili.

D: In questo periodo di quarantena dove tutti siamo costretti all'isolamento so che tu stai continuando a lavorare ai tuoi progetti, vuoi dare un messaggio a chi ci legge?

R: Continuo a lavorare online nell'insegnamento della recitazione con attori che puntano al panorama internazionale e li preparo a recitare in lingua inglese essendo bilingue in attesa che ripartano tutti i progetti sospesi a causa della pandemia e proseguo con l'organizzazione del secondo documentario sulle favelas in Argentina. Il messaggio che voglio condividere è lo stesso che do a me stessa da sempre, teniamo duro, non smettiamo di sognare e di lottare per ottenere ciò che vogliamo veramente.












Fonte: Mariangela Campus





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