23 Novembre 2020
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FIBROMIALGIA: i malati incompresi.

L'angolo di Mariangela
scritto da il 27-12-2019 09:42
La fibromialgia (FM) è una sindrome cronica e sistemica, il sintomo principale è rappresentato da forti e diffusi dolori all’apparato muscolo-scheletrico, viene catalogata come patologia reumatica di natura extrarticolare.

Spesso è confusa con l’artrite, ma a differenza di questa non produce infiammazione interna o danni alle articolazioni, invece interessa il tessuto connettivo di tutto il corpo, in particolare le strutture che sono costituite da fibre: muscoli, tendini, nervi.

La parola fibromialgia, infatti, unisce tre vocaboli: il latino fibra (stesso significato che in italiano), mus (muscolo, dal greco antico) e algia (dolore, sempre dal greco antico). È una sindrome altamente invalidante che cambia totalmente lo stile di vita di chi ne è affetto.

La fibromialgia non può essere diagnosticata da analisi di laboratorio, l’unico modo per diagnosticarla è attraverso la visita reumatologica, lo specialista effettuerà la visita con la digitopressione dei tender points, che sono 18 e sono stati individuati nel 1990, dall’American College of Rheumatology (ACR), i Tender points rispondono con dolore circoscritto ad un’azione di digitopressione pari a circa 4 kg, la valutazione dei 18 tender points va sempre abbinata ad un questionario che valuti in maniera più approfondita il dolore, perché solo con un approccio olistico si può giungere ad una precoce e corretta diagnosi della sindrome. (fonte: Häuser W, Wolfe F. Diagnosis and diagnostic tests for fibromyalgia (syndrome). Reumatismo. 2012)

Infatti, la diagnosi dipende anche dai sintomi che il paziente riferisce.

Circa il 90% dei pazienti affetti da sindrome fibromialgica riferisce astenia (affaticamento) moderata o severa, ridotta resistenza alla fatica o una specie di stanchezza che ricorda quella normalmente riferita in corso di influenza o in mancanza di sonno, qualche volta la stanchezza è più importante della sintomatologia dolorosa muscoloscheletrica.

I pazienti con fibromialgia possono avere una stanchezza simile a quella riscontrata in un’altra patologia correlata denominata sindrome da affaticamento cronico (CFS).

La maggior parte dei pazienti affetti da sindrome fibromialgica riferisce disturbi del sonno; solitamente il paziente al risveglio si sente ancora affaticato come se non avesse dormito affatto.

I cambiamenti del tono dell’umore o del pensiero sono comuni nella fibromialgia.

Molti individui si sentono giù sebbene solo il 25% dei pazienti siano dei reali depressi o possano riferire disturbi d’ansia.

Si ritiene che esista un collegamento tra fibromialgia e alcune forme di ansia e depressione.

È importante ricordare che persone affette da patologie dolorose croniche, non solo di natura fibromialgica, possono sentirsi depresse a causa dei loro sintomi difficili da gestire. I pazienti riportano difficoltà a concentrarsi oppure ad eseguire semplici elaborazioni mentali.

Sintomi presenti nella maggior parte dei pazienti:
• disturbi del sonno (sonno notturno poco profondo e non ristoratore)
• cefalea muscolo tensiva o emicranica
• sensazione di stanchezza (astenia)
• rigidità mattutina (specie al collo e alle spalle)
• colon irritabile (stipsi e/o diarrea)
• parestesie (costituite da formicolii e sensazioni simili a punture)
• bruciore a urinare
• sensazione di gonfiore alle mani
• dolori al torace
• perdita di memoria
• difficoltà di concentrazione
• disturbi della sfera affettiva (ansia e/o depressione)
immagine effetti fibromialgia sul corpo

Quali sono i fattori esterni che possono peggiorare i sintomi?
• stress (eventi stressanti – traumi – lutti)
• affaticamento (per lavoro)
• carenza di sonno
• rumore
• freddo
• umidità
• cambiamenti meteorologici
• periodo premestruale


Ecco l’elenco dei 18 tender points, presenti simmetricamente su entrambi i lati del corpo:
1) alla base del cranio, accanto alla colonna vertebrale;
2) alla base del collo nella parte posteriore;
3) in cima alla spalla verso la parte posteriore;
4) fra la clavicola e la spina dorsale;
5) sulla cassa toracica;
6) sul bordo esterno dell’avambraccio (circa 2 cm al di sotto del gomito);
7) nella parte superiore dell’anca;
8) nella parte alta dei glutei;
9) sul ginocchio.

La cura per la fibromialgia varia in base alla risposta del paziente.

Al momento in Italia la fibromialgia non è riconosciuta come malattia invalidante nonostante siano stati presentati diversi disegni di legge, l’Italia arriva sempre tardi infatti la fibromialgia è stata riconosciuta come patologia nel 1992 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nel 2007 ha avuto la patente ufficiale di malattia: è stata classificata con un codice preciso (M-79-7) nell’IDC - International Classification of Desease, la classificazione internazionale delle malattie.

Il Parlamento Europeo nel 2009 ha invitato gli Stati a mettere a punto una strategia comunitaria sulla fibromialgia in modo da riconoscerla come patologia.

Da allora però, nonostante molti passi avanti, la condizione dei malati in Italia non è cambiata e chi soffre di questa patologia si ritrova la vita stravolta senza avere nessun diritto sanitario e spesso non viene capito.





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