20 Settembre 2020
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Incendio a Magomadas " Colpa di Pili". Lui si difende

03-01-2020 17:15 - Cronaca
"Ho il sacrosanto diritto di protestare e non saranno certo allegorici vittimismi da quattro soldi a fermarmi".

Comincia con queste parole l'articolo di Mauro Pili in difesa della libertà di pensiero e di protesta contro coloro che vorrebbero trasformare la nostra bellissima Isola in un una fossa settica.

L'ira dell'Ex parlamentare e attuale Leader di Unidos nasce sopratutto dopo la diffusione di una locandina che pubblicizzava l'articolo pubblicato su un noto quotidiano sardo che con poche parole titolava " Incendio alla Geco: Colpa di Pili".
E' già, colpa di Pili, questo sarebbe secondo i vertici dell'azienda incaricata di importare i liquami fognari per smaltirli negli impianti di Magomadas.

Qualche giorno fa un incendio ha distrutto due generatori elettrici della struttura di smaltimento, ma prima ancora che le indagini potessero solo ipotizzare la natura del rogo si gridava al dolo, ad un'atto di ritorsione contro l'Azienda che per qualcuno era dovuto proprio a causa dello scandalo sollevato con le denunce di Pili.

Troppo facile trovare in Pili il capro espiatorio e distogliere così il focus su quello che è il vero problema di questa brutta storia.
E' proprio per questo che Pili nel suo Blog solleva importanti quesiti sulla legalità di questo traffico di liquami fognari tra Puglia-Sardegna.

Pili scrive: " Portare le fogne della Puglia in Sardegna è un atto per quanto mi riguarda illegale, perchè attenta la salubrità dell'ambiente e mette a rischio la nostra natura!
Poi ci sono leggi che impediscono di portare rifiuti in Sardegna! Leggi regionali e italiane.
Che piaccia o non piaccia, poi, ci sono i documenti.
Quelli che i giornali omettono e che questi signorotti fanno finta di ignorare.
Documenti, atti, verbali che dimostrano quante illegalità ci fossero dentro quell'accampamento.
A partire dai generatori!
L'Arpas li trova spenti e non funzionanti.
Tanto che sono stati costretti a rilevare le ore di lavoro per capire quanto sono stati utilizzati realmente nel processo produttivo.
Dettaglio che sfugge ai cronisti e che la società omette come tutto il resto.
Peccato che è tutto scritto!
Come è scritto che i fanghi non erano tracciabili, non avevano codici identificativi e via dicendo.Sono entrati fanghi senza alcuna certificazione come hanno rilevato i tecnici dell'Arpas.
Decine di rilievi oggetto di un verbale infinito!
E poi ci sono le distanze dal centro abitato!
Basterebbe leggere le norme a cui fa riferimento il progetto approvato e vedere che la distanza dalle case è totalmente fuorilegge" .

Insomma, dibattito aperto su più fronti: da una parte coloro che approvano e considerano legale lo smaltimento di liquami fognari che arrivano da altre regioni italiane, dall'altra un indagine che dovrà individuare gli autori dell'attentato, dall'altra ancora, forse il fronte più difficile, quello che vede la Sardegna ancora una volta al centro di scelte politiche che spesso fanno discutere.



Fonte: Redazione Cagliari Live





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