All’intitolazione dell’aeroporto a Karim Aga Khan, Arzachena osserva in silenzio

Nella giornata dedicata all’eredità del Principe Aga Khan, tra autorità regionali e nazionali, emerge anche il peso simbolico delle presenze e delle assenze sul territorio della Costa Smeralda.

La principessa Zahara Aga Kan all'intitolazione dell'aeroporto Olbia Costa Smeralda
La principessa Zahara Aga Kan all'intitolazione dell'aeroporto Olbia Costa Smeralda - foto di Giovanna Tamponi - RIproduzione anche parziale vietata

La giornata che ha portato all’intitolazione ufficiale dell’aeroporto Olbia Costa Smeralda – S.A. Principe Karim Aga Khan IV si è aperta con una cerimonia solenne nel salone consiliare del Comune di Olbia, alla presenza delle principali autorità politiche, civili e militari della Sardegna e dello Stato.

Un momento carico di significato simbolico e istituzionale, dedicato alla figura del Principe Karim Aga Khan IV, fondatore della Costa Smeralda e artefice di una trasformazione profonda e duratura del territorio gallurese. Un’eredità che, nel corso degli interventi ufficiali, è stata più volte richiamata come esempio di visione, progettualità e capacità di coniugare sviluppo economico, tutela paesaggistica e apertura internazionale.

Tra i presenti, la presidente della Regione Alessandra Todde, il vicepresidente del Consiglio e ministro Giorgia Meloni, il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, il prefetto di Sassari Grazia La Fauci, il procuratore capo Giuseppe Capasso, il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, l’amministratore delegato di Geasar, Silvio Pippobello, l’avv. Di Palma, direttore generale ENAC e numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali e locali oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine.

Al centro della scena, la principessa Zahra Aga Khan, che nel suo intervento ha ricordato la figura del padre, il suo legame profondo con la Sardegna e la visione che lo portò, negli anni Sessanta, a immaginare una Costa Smeralda capace di dialogare con il mondo senza perdere la propria identità. Parole misurate, dense di memoria e riconoscenza, accolte con partecipazione dalla platea.

La presidente Todde ha sottolineato come l’intitolazione dello scalo rappresenti «un atto di riconoscenza verso chi ha contribuito in modo determinante allo sviluppo della Gallura e dell’intera Sardegna», richiamando il ruolo strategico dell’aeroporto come infrastruttura di connessione, crescita e apertura. Anche dal Governo è arrivato un richiamo al valore simbolico e operativo dello scalo olbiese, nodo fondamentale per la mobilità e per il sistema turistico dell’isola.

In questo contesto solenne e altamente rappresentativo, non è passata inosservata la posizione del sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda. Presente in sala insieme agli altri primi cittadini della Gallura, ha seguito la cerimonia con discrezione, senza interventi ufficiali e senza un ruolo attivo nel corso degli appuntamenti istituzionali.

Una presenza sobria e silenziosa che ha suscitato più di una riflessione tra gli osservatori più attenti, considerando che gran parte della Costa Smeralda insiste storicamente e territorialmente proprio nel Comune di Arzachena, luogo simbolo del progetto originario dell’Aga Khan e cuore geografico di quell’esperienza di sviluppo che oggi viene celebrata.

Nessuna dichiarazione è stata rilasciata sul punto e nessuna polemica è emersa apertamente. Tuttavia, la composizione della scena istituzionale e la distribuzione dei ruoli hanno restituito l’immagine di un equilibrio politico e amministrativo che, pur nel rispetto formale delle presenze, racconta anche dinamiche più sottili, fatte di centralità, visibilità e rappresentanza.

La cerimonia si è poi spostata in aeroporto, dove è stata ufficialmente svelata la nuova denominazione dello scalo e dove la principessa Zahara Aga Khan ha preso parte al momento conclusivo delle celebrazioni. Una giornata intensa, che ha unito memoria, istituzioni e prospettive future, nel segno di una figura che ha lasciato un’impronta indelebile sulla Gallura e sulla Sardegna intera.

Un riconoscimento solenne, condiviso e partecipato, che ha ribadito il valore dell’eredità dell’Aga Khan. E che, al tempo stesso, ha offerto uno spaccato interessante sugli equilibri e sulle sensibilità che attraversano oggi il territorio, anche là dove il silenzio, talvolta, parla quanto le parole.

 

Testo e immagini di Giovanna Tamponi – Tutti i diritti riservati

Informazioni su Giovanna Tamponi 164 Articoli
Storyteller per vocazione, cerco ovunque di trovare storie da raccontare. Amo la Sardegna nei suoi contrasti e da qui traggo ispirazione per trasformare emozioni in parole e immagini. Scrivere è il mio ossigeno, e quando non scrivo, cerco la verità attraverso l’obiettivo. Il giornalismo, per me, è restituire voci, luci e ombre: ogni articolo, come ogni scatto, deve emozionare oltre che informare.

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