CAGLIARI (CA) – Due cittadini di nazionalità algerina sono stati denunciati dalla Polizia Ferroviaria dopo un controllo nella stazione ferroviaria di Cagliari. I due avrebbero esibito permessi provvisori di soggiorno risultati contraffatti al termine degli accertamenti effettuati dagli agenti. Le ipotesi di reato contestate sono contraffazione del permesso di soggiorno provvisorio e sostituzione di persona.
Il controllo è avvenuto nei giorni scorsi durante i servizi predisposti dalla Polfer per la prevenzione e la repressione dei reati in ambito ferroviario. Gli operatori del Settore Operativo del Compartimento Polizia Ferroviaria della Sardegna stavano identificando alcuni passeggeri in transito quando hanno sottoposto a verifica i due cittadini stranieri.
A insospettire gli agenti sono stati alcuni elementi dei permessi provvisori di soggiorno presentati durante l’identificazione. In particolare, secondo quanto comunicato dalla Polizia di Stato, le fotografie applicate sui documenti erano prive del previsto timbro dell’Ufficio Immigrazione.
Gli approfondimenti hanno inoltre evidenziato una significativa difformità tra i dati riportati sui documenti esibiti e quelli associati alle immagini delle persone controllate.
Le verifiche della Polfer hanno fatto emergere che i due cittadini algerini erano già stati fotosegnalati con generalità differenti in occasione del loro recente ingresso irregolare nel territorio regionale.
Gli agenti hanno quindi effettuato ulteriori riscontri fotodattiloscopici, attraverso i quali è stata accertata l’identità dei due soggetti e, secondo quanto riferito dalla Polizia, confermata la natura contraffatta dei documenti presentati al momento del controllo.
Al termine degli accertamenti i permessi sono stati sequestrati, mentre i due cittadini algerini sono stati deferiti alla competente autorità giudiziaria per le ipotesi di contraffazione del permesso di soggiorno provvisorio e sostituzione di persona.
Il procedimento si trova nella fase degli accertamenti e ogni eventuale responsabilità dovrà essere stabilita dall’autorità giudiziaria nel rispetto della presunzione di innocenza.
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