Capodanno a Olbia, Mengoni sfida la pioggia e conquista il pubblico dell’Isola Bianca

Pubblico dimezzato per Lazza, ma resistente anche alla pioggia battente

banner pubblictà
Marco Mengoni in concerto a Capodanno
Marco Mengoni in concerto a Capodanno - Foto di Giovanna Tamponi - Tutti i diritti riservati

Olbia ha salutato il nuovo anno sotto la pioggia, ma con la musica di Marco Mengoni a scaldare l’atmosfera. Nonostante il maltempo, migliaia di persone hanno raggiunto l’area dell’Isola Bianca per assistere al concerto di fine anno, nuova location scelta al posto del molo Brin, ancora interessato dai lavori per la sistemazione della darsena del futuro porto turistico.

Già dalle 17 di ieri, 31 dicembre, il pubblico ha iniziato ad affluire nell’area vista mare, approfittando anche dei collegamenti dedicati. Un’attesa lunga, affrontata tra ombrelli, impermeabili e temperature in progressivo calo, accompagnata in serata dal dj set di RDS che ha animato la piazza fino all’arrivo dell’artista principale.

Marco Mengoni è salito sul palco intorno alle 22.20, accolto dall’entusiasmo di una folla che ha cercato di avvicinarsi il più possibile al palco. Elegantissimo nel suo look firmato Cerioni – lungo cappotto nero con spacco posteriore, maglia nera con zip, cintura importante e pantaloni wide-leg – l’artista ha confermato ancora una volta la sua attenzione per la moda e la capacità di mescolare capi classici e dettagli audaci.

Emergendo dal buio, Mengoni ha aperto il concerto con Ti ho voluto bene veramente, subito cantata all’unisono dal pubblico, creando un potente effetto corale. Da lì una scaletta ricca di successi: Sai che, No stress, Cambia un uomo, Hola (I say), Coming home – la sua prima canzone natalizia – fino a Due vite e L’essenziale, eseguite insieme alla piazza in un clima di forte condivisione emotiva, e poi Pazza musica e altri brani amatissimi.

La pioggia, a tratti intensa, non ha fermato l’entusiasmo. Mengoni ha ringraziato Olbia per essere rimasta “eroicamente” sotto l’acqua e ha scherzato con il pubblico anche durante una breve pausa dovuta all’intervento di un’ambulanza. Proprio in quel momento ha lanciato un appello, tra il serio e il faceto, chiedendo una raccolta firme – con lui primo firmatario – per dotare la Sardegna di uno stadio agibile o di un palazzetto per concerti al coperto. «I miei fan mi chiedono perché non vengo mai in Sardegna. Perché non ci sono posti dove fare concerti», ha detto, rivolgendosi poi direttamente al sindaco presente: «Facciamo un posto per i concerti».

Sul palco, accanto a lui, le tre coriste storiche con cui ha mostrato grande affiatamento, contribuendo a rendere ancora più intensa e raffinata l’esibizione. Il saluto finale è arrivato intorno alle 23.50 con Io ti aspetto, seguito dai ringraziamenti all’amministrazione comunale per aver reso possibile il concerto in Sardegna. «Finalmente», ha commentato Mengoni, augurando un buon anno a un mondo che “ultimamente ha fatto un po’ schifo”, con la speranza che si possano risolvere “tantissime cose”.

A quel punto il palco è passato al sindaco di Olbia Settimo Nizzi e all’assessore ai Grandi eventi Marco Balata. Visibilmente soddisfatti, hanno salutato la città e avviato il conto alla rovescia per la mezzanotte. Il primo cittadino ha promesso un altro grande nome per il prossimo Capodanno, capace di non far rimpiangere le edizioni precedenti, strizzando l’occhio ai giovani ma senza dimenticare i meno giovani. Tra una battuta sulla pioggia e un invito simbolico a “fare l’amore” nel nuovo anno, Olbia ha accolto il 2026.

Il cielo sopra l’Isola Bianca si è poi acceso con uno spettacolo pirotecnico suggestivo, durato circa 16 minuti, molto apprezzato nonostante gli ombrelli aperti. Con il peggioramento delle condizioni meteo e il freddo sempre più pungente, la piazza ha iniziato progressivamente a svuotarsi. In vista del concerto di Lazza, il pubblico si è dimezzato rispetto alla fase centrale della serata, un deflusso comprensibile dopo ore di attesa sotto la pioggia. I più resistenti hanno comunque scelto di restare fino alla fine, premiati da un’esibizione energica che ha accompagnato la notte verso le prime ore del nuovo anno.

§ Testo e immagini di Giovanna Tamponi

– riproduzione vietata

banner pubblicità
Informazioni su Giovanna Tamponi 161 Articoli
Storyteller per vocazione, cerco ovunque di trovare storie da raccontare. Amo la Sardegna nei suoi contrasti e da qui traggo ispirazione per trasformare emozioni in parole e immagini. Scrivere è il mio ossigeno, e quando non scrivo, cerco la verità attraverso l’obiettivo. Il giornalismo, per me, è restituire voci, luci e ombre: ogni articolo, come ogni scatto, deve emozionare oltre che informare.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*