MANDAS (SU) – Una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Cagliari ha portato all’esecuzione di cinque decreti di perquisizione domiciliare nei confronti di altrettanti ragazzi tra i 14 e i 16 anni, ritenuti a vario titolo responsabili del reato di atti persecutori nei confronti di persone anziane e fragili.
L’operazione, condotta dai Carabinieri della Stazione di Assemini e dalla Compagnia di Cagliari, rappresenta il punto di arrivo di un’articolata attività investigativa che avrebbe consentito di ricostruire l’azione di un gruppo di adolescenti accusati di avere vessato per mesi soggetti vulnerabili attraverso episodi di bullismo, minacce, insulti, atti vandalici e cyberbullismo.
Secondo gli investigatori, le vittime sarebbero state seguite, insultate e umiliate pubblicamente. In alcuni casi i giovani avrebbero preso di mira le abitazioni delle persone coinvolte, colpendo portoni e lanciando oggetti. Le azioni sarebbero poi state riprese con telefoni cellulari e pubblicate sui social network, in particolare TikTok e Instagram.
A commentare la vicenda è intervenuto anche il sindaco di Mandas, Umberto Oppus, che nei giorni scorsi aveva denunciato pubblicamente una situazione molto simile verificatasi nel paese.
“Questo pomeriggio il Comandante della Stazione Carabinieri di Mandas mi ha informato di una cosa abbastanza grave che sta interessando il nostro paese”, ha scritto il primo cittadino sui social.
Oppus ha riferito di ripetuti episodi di schiamazzi notturni e di comportamenti vessatori nei confronti di una persona fragile della comunità, presa di mira da un gruppo di giovani con offese, insulti e atti intimidatori nei pressi della propria abitazione.
“Questo è un comportamento inaccettabile e intollerabile che sicuramente non appartiene ai valori di Mandas e dei mandaresi”, ha dichiarato il sindaco, ringraziando i Carabinieri per l’intervento e sottolineando come parte dei responsabili sia già stata individuata.
Particolarmente significativo il richiamo rivolto alle famiglie. Attraverso il comandante della locale Stazione dei Carabinieri, è stato ricordato che i genitori hanno precisi obblighi educativi e giuridici nei confronti dei figli minorenni e possono essere chiamati a rispondere civilmente delle loro azioni.
“Mandas è una comunità unita e solidale, di grandi valori e non è consentito a nessuno vessare una persona, specialmente le più vulnerabili”, ha concluso Oppus, invitando le famiglie a dialogare con i propri figli e a vigilare sulle loro frequentazioni.
L’operazione odierna conferma l’attenzione della Magistratura e dell’Arma dei Carabinieri verso i fenomeni di devianza giovanile e bullismo digitale, con particolare riguardo alla tutela delle fasce più deboli della popolazione.
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