Dalla sala prove al palco: il viaggio vincente degli Youth

Otto giovani musicisti del Centro Musica Academy by Sonora trionfano al “Grande Festival della Musica e Rassegna” di Sant’Antonio di Gallura, portando a casa il primo premio e l’applauso del pubblico

Gli Youth
Gli Youth - foto concessa

Sant’Antonio di Gallura, 4 agosto 2025 – Hanno tra i 14 e i 20 anni e nomi che presto saranno familiari a molti: Elia Mannu (chitarra elettrica), Matteo Ferinaio e Marco Fenu (batteria), Sophia Loverci e Rebecca Garau (voce e cori), Fabrizio Meloni (chitarra acustica), Fabio Arru (basso) e Gioia Gosciu (pianoforte). Sul palco di Sant’Antonio hanno conquistato il primo posto al Grande Festival della Musica e Rassegna, all’interno della manifestazione La Bruttea in Carrera 2025.

Il loro nome è una dichiarazione d’identità. “Youth significa gioventù. L’abbiamo scelto perché siamo tutti molto giovani, e la nostra età si riflette anche nel modo di fare musica e di stare sul palco” spiega Sophia. A pensarla così è anche Elia: “Il nome ci definisce esattamente. Siamo tutti sotto i 20 e ci muoviamo con la serenità e la complicità di chi condivide le stesse passioni”.

La band si è formata al Centro Musica Academy by Sonora, all’interno del progetto Rec & Play ideato dal maestro Ottavio Cocco. Da lì, un percorso di prove, registrazioni e arrangiamenti ha cementato non solo il loro suono, ma anche il loro rapporto. “Ci siamo conosciuti in un contesto musicale, ma quello che ci ha unito davvero è stato il fatto che siamo tutti molto esigenti e mai del tutto soddisfatti. Anche le discussioni per una foto o una prova andata male ci hanno aiutato a scioglierci e a diventare un vero gruppo. Oggi prendiamo decisioni insieme, ci diamo consigli e, soprattutto, ci divertiamo” racconta Gioia.

Non tutti, però, si sentivano subito “band”. “All’inizio non avrei detto che eravamo una vera band” ammette Gioia. “Ma dopo Sant’Antonio il legame si è rafforzato, ci siamo capiti meglio e ci siamo sentiti uniti. Il palco ci ha fatto fare un salto di qualità anche come persone”.

Per Fabio, la chiave è stata la sintonia: “Siamo molto simili di carattere, questo ci aiuta sia in sala prove che durante le esibizioni. Quando ci guardiamo sul palco, sappiamo già cosa sta per succedere”. E per Matteo, c’è anche un elemento di missione: “Ormai di ragazzi che fanno quello che facciamo noi se ne trovano pochi. Noi vogliamo far capire e conoscere chi sono davvero gli Youth, e portare la nostra musica a più persone possibile. Non è solo suonare: è condividere un’idea, un modo di essere”.

La vittoria è arrivata, ma non era l’unico obiettivo. “Volevamo un’esibizione di buon livello, e l’abbiamo avuta” dice Sophia. “Se non avessimo vinto, avremmo comunque portato a casa una nuova esperienza, nuove amicizie e la consapevolezza di aver fatto ascoltare la nostra musica al meglio”. Elia è sulla stessa linea: “Sarebbe rimasto comunque il ricordo di una serata fantastica, con la condivisione dell’emozione di suonare davanti a un vero pubblico, di sentire il calore delle persone che non conoscevamo e che ci hanno applaudito come se ci seguissero da sempre”.

Il momento più significativo? Forse quando qualcosa non è andato come previsto. “Durante il pezzo è partito per errore un audio dal computer collegato alla cassa” racconta Gioia. “Ci siamo messi a ridere e abbiamo continuato a suonare. Non ci siamo lasciati distrarre: è lì che ho pensato ‘ok, siamo una vera band’”.

Il premio in denaro, 450 euro, sarà investito in un videoclip, ma il bottino più grande è invisibile: la consapevolezza di essere cresciuti. Come ricorda Matteo: “Il nostro pensiero non era la vittoria, ma portare a casa un’esperienza per il nostro bagaglio di vita e ottenere un’esibizione il più professionale possibile. La coppa è una bella sorpresa, ma il vero traguardo era già stato raggiunto quando siamo scesi dal palco sorridendo”.

Gli Youth sono tornati in sala prove. Il palco di Sant’Antonio ha segnato un inizio: ora la loro gioventù suona, e la strada davanti è tutta da scrivere a ritmo di musica.

 

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Storyteller per vocazione, cerco ovunque di trovare storie da raccontare. Amo la Sardegna nei suoi contrasti e da qui traggo ispirazione per trasformare emozioni in parole e immagini. Scrivere è il mio ossigeno, e quando non scrivo, cerco la verità attraverso l’obiettivo. Il giornalismo, per me, è restituire voci, luci e ombre: ogni articolo, come ogni scatto, deve emozionare oltre che informare.

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