Daniele Cardia, la voce sarda di “O Anche no”: un viaggio nell’inclusione

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La trasmissione di Rai 3 “O Anche no” ha un suo corrispondente dalla Sardegna e il suo nome è Daniele Cardia. Giornalista sardo, da anni si sofferma su importanti tematiche sociali e sui temi relativi alla disabilità. Dallo sport all’arte e non solo, Cardia copre tutto il mondo dell’informazione regionale, nazionale e internazionale ed è anche direttore responsabile della testata Mediapress24.it.

Sei il corrispondente dalla Sardegna della trasmissione “O Anche no” della Rai. Come è iniziata questa avventura? È stato un po’ per caso. Anni fa seguivo la trasmissione da semplice ascoltatore e mi era piaciuto anche il modo di condurre di Paola Severini. Allora l’ho contattata, le avevo parlato e le avevo detto che stavo diventando giornalista anche io, che avevo realizzato una serie di interviste e di articoli e le chiedevo dei consigli. Poi nel 2023 ho preso il tesserino da giornalista pubblicista e lo scorso marzo sono stati loro a ricontattarmi. Mi hanno chiesto se me la sentivo di andare ad intervistare la donna con sindrome di down più longeva d’Italia ad Alghero e mi son detto “Perché no? Facciamolo”. Quindi a marzo abbiamo realizzato l’intervista e da lì è iniziato il tutto. Poi mi hanno proposto di realizzare altri 6 servizi per l’estate e mi auguro di poter continuare come loro corrispondente.

Un piccolo spoiler? Ho fatto un’intervista ad Arzachena che è già andata in onda. Poi sono andato a Olbia e Sassari, ne ho realizzata una a Cabras, a Monte Arcosu e a Cagliari, alla Locanda dei Buoni e Cattivi.

Quale ti ha lasciato un impatto maggiore? Mi hanno colpito un po’ tutti per il fatto che includono persone con disabilità nel mondo del lavoro. C’è tutto il lavoro che fa da anni la Locanda dei Buoni e Cattivi a Cagliari. Forse però, Arzachena mi è rimasta impressa in modo particolare, perché mi è piaciuta soprattutto la storia del bar L’Intreccio e una scritta che ho trovato all’interno: “Siamo fatti di-versi, perché siamo poesia”. Questo è il messaggio che racchiude il significato di tutti i miei servizi.

Sono tutti esempi virtuosi. Si infatti l’obiettivo della trasmissione e delle mie interviste è far conoscere delle realtà, sarde in questo caso, che in pochi conoscono. Magari sono note all’interno delle singole aree, ma nel resto della Sardegna o d’Italia no. Anche per un turista, che sia una persona con disabilità italiano o straniero, sapere che in Sardegna ci sono dei posti accessibili è importante.

A proposito di turisti, che tipo di riscontro hanno avuto queste realtà da parte loro? Ho fatto anche io questa domanda al bar di Arzachena, anche perché parliamo di una cittadina che è sul mare, o nel caso della Locanda a Cagliari si tratta di un luogo dove arrivano tanti turisti. Il riscontro è stato buono e lo è anche da parte della comunità cittadina, che oramai li conosce.

Come funziona la realizzazione dei servizi? Il primo servizio andato in onda a marzo me lo avevano suggerito loro. Per quelli estivi mi hanno lasciato carta bianca. Io già conoscevo la realtà del cagliaritano, ma visto che mi avevano chiesto di fare l’inviato dalla Sardegna, mi sembrava giusto inquadrare tutta l’Isola. Quindi mi sono messo a cercare, ho contattato anche alcuni amici e non solo e mi sono informato su varie località della Sardegna. È un bel modo anche per conoscere la regione sotto questo aspetto, che magari passa fin troppo inosservato a volte. Anche perché non ricordo trasmissioni che abbiano dedicato spazio alla disabilità o a realtà sarde importanti con interi servizi.

Che risposta è arrivata dai locali dopo i servizi? Erano molto contenti, per loro è anche pubblicità. Poi soprattutto erano i ragazzi ad essere contenti. A loro fa piacere essere intervistati e poter parlare di se stessi, anche perché ognuno di noi ha una bellissima storia da raccontare.

Quando va in onda il programma? Ogni domenica alle 11 del mattino sulla rete nazionale di Rai 3 e per tutta l’estate ci saranno servizi dalla Sardegna.

Tra l’altro Daniele, ti spendi tanto per questi temi. Avevi fatto anche uno speciale sulle Paralimpiadi. Sì, esatto. Infatti, io sono molto interessato. Io da persona con disabilità credo che sia giusto e corretto, lo sento come una mia esigenza personale, far conoscere un mondo che parte della società considera solamente con pietà, anziché valorizzare la persona e quello che possono fare.

Cosa può fare la società per fare un passo in avanti? Sicuramente bisogna portare le persone ad avere maggiore sensibilità, a capire e a interessarsi e informarsi non solo quando capita qualcosa di grave legata alla patologia di una persona e guardarla con pietismo. Serve capire che sono delle persone e che possono fare tanto. Bisogna vedere una persona con disabilità come una persona qualunque, che sia nello sport, nel mondo del lavoro, nell’arte, nella musica e così via, perché sono persone con tantissime capacità e a volte anche superiori.

Un ultimo messaggio che vuoi dare a tutti? Guardate ogni domenica mattina alle 11 la trasmissione “O Anche no” su Rai Tre!

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Informazioni su Maria Laura Scifo 34 Articoli
Giornalista pubblicista e direttrice responsabile di Cagliari Live Magazine.

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