21 Settembre 2023
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DILINDIN, DILINDON

IL GIORNALAIO STRAMPALATO
scritto da Daniele Cardia il 04-01-2023 13:59
«Dilindin, dilindon»
come per dire svegliamoci e non arrendiamoci. Questo era Claudio Ranieri, giovane allenatore, circa trent’anni fa. E anche se lui, alla conferenza stampa del suo ritorno sull’Isola, ha detto che dopo Leicester, non gli esce più. Noi siamo sicuri che questo si ripeterà di nuovo. Però Sir Claudio dice anche che è stato bello che Bernardini, il suo Capitano, gli ha inviato la fotografia della campana, che gli aveva regalato negli anni Ottanta, è stato davvero un bel gesto.
Il Re è tornato. Ha detto tante cose, come ad esempio che vuole costruire una squadra di guerrieri, giocatori che devono dare il massimo per questa maglia e per questa terra.
Poi molte domande poste, erano pressoché ricordi del passato (con il parallelismo ad oggi), ricordi del suo Cagliari che guidò per un triennio, a cavallo della fine degli anni ’80 e ’90.
Sicuramente è stato felice di tornare, ma aveva paura di cancellare il ricordo di quanto di bello aveva fatto. Ma poi è stato convinto dal figlio di Riva che quello che aveva fatto qui, non se lo dimenticherà nessuno. Sarà stato il figlio di Riva o sarà stato il buon Gigi a dare le direttive?
Alla domanda, se c’è un giocatore di allora, senza fare nomi, che vorrebbe riportare oggi con quelle doti e caratteristiche, lui risponde secco Matteoli.
Ad un’altra domanda, ha anche parlato del “galoppatoio” al Poetto che diede una bella forza alla squadra. Ma a quel tempo, il campo di allenamento, era vicino, oggi non è più così. Non possiamo scavalcare. Però quella esperienza, era stata molto utile, era stata una cosa molto bella. Il galoppatoio rafforzava le gambe. Si ricorda anche, che spesso faceva venire un preparatore da Coverciano, per valutare la loro preparazione. Questo diceva che li sembravano poco reattivi, ma dice il Mister, io stavo zitto e non gli dicevo che gli avevo portati in spiaggia a correre sulla sabbia. Ora però il galoppatoio non c’è più. Ma si ricorda che andavano anche a Monte Urpinu a fare le salite
Poi aggiunge anche, che vorrebbe giocare il giovedì prima della domenica di campionato, dove c’è un buon campo, dice come faceva, com’era abituato a fare, e portare la squadra a giocare nei quartieri e nelle città vicino, perché i tifosi vanno allo stadio la domenica e la squadra va a casa loro, durante la settimana. Se possibile lo faranno.

In conclusione, alla mia domanda, visto che trent’anni fa, si definiva Apprendista Allenatore, oggi come si definirebbe, lui risponde: Allenatore apprendista, perché c’è sempre da imparare. Chi si ferma è perduto, forse vista la sua età dice, è proprio per questo che si documenta sempre, è sempre in giro, sempre in viaggio. Vede partite, in ogni dove. E quello che era buono ieri, non è più buono oggi. Poi il calcio è un gioco talmente semplice, che sono gli allenatori a renderlo difficile

Non ci resta che augurare a King Claudio, Buon Lavoro!

Daniele Cardia
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