Duro colpo ai furti nel Sulcis: sette misure cautelari eseguite dai Carabinieri a Carbonia

Maxi operazione dei Carabinieri a Carbonia: sette misure cautelari contro una presunta banda di ladri attiva nel Sulcis.

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arresti rom a Carbonia 1

CARBONIA (SU) – Un’importante operazione dei Carabinieri della Stazione di Carbonia ha inferto un duro colpo a una presunta associazione a delinquere specializzata in furti ai danni di esercizi commerciali. Nella mattinata del 7 gennaio 2026 sono stati eseguiti sette provvedimenti cautelari, disposti dall’Autorità Giudiziaria di Cagliari, di cui cinque arresti in carcere, uno ai domiciliari e uno con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

L’indagine trae origine da una lunga scia di furti iniziata nel novembre 2023, che aveva generato forte allarme sociale a Carbonia e in tutta la provincia del Sud Sardegna. I colpi, spesso messi a segno con modalità particolarmente audaci, prevedevano l’utilizzo di autovetture rubate sul momento, successivamente incendiate per cancellare ogni traccia utile alle indagini.

Le investigazioni, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Carbonia, hanno consentito di raccogliere numerosi elementi indiziari sull’esistenza di una struttura organizzata, dedita ai reati contro il patrimonio. Secondo l’ipotesi investigativa, ai vertici dell’organizzazione vi sarebbero soggetti di etnia rom, domiciliati nel campo nomadi di Caput d’Acquas, supportati da pregiudicati locali.

I destinatari delle misure cautelari sono soggetti di età compresa tra i 23 e i 42 anni, residenti tra Carbonia e Alghero, già noti alle forze dell’ordine. Altri quattro individui sono stati denunciati in stato di libertà per un coinvolgimento ritenuto marginale, con ruoli di basisti o ricettatori.

In totale sono 36 i capi d’accusa contestati, tra cui spiccano le cosiddette “spaccate” ai danni di supermercati e attività commerciali di Carbonia e San Giovanni Suergiu, furti in aree di servizio del basso Sulcis, nonché il furto di autovetture da una concessionaria locale e persino di un’auto della Polizia Penitenziaria a Cagliari.

Fondamentali per l’indagine si sono rivelate le immagini dei sistemi di videosorveglianza, nonostante i tentativi di manomissione delle telecamere. Decisiva anche l’attività investigativa tradizionale, fatta di osservazioni, pedinamenti e controllo costante del territorio.

Il GIP del Tribunale di Cagliari, riconoscendo il pericolo per la sicurezza pubblica e l’elevato allarme sociale, ha disposto le misure cautelari. L’operazione ha visto impegnati anche i Carabinieri di Alghero, lo Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna, i Cinofili e un elicottero dell’11° Nucleo Elicotteri di Elmas.

 

 

 

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