Elmas, pietre del Pan di Zucchero nel bagaglio: denunciato turista olandese

Elmas, turista olandese denunciato: nel bagaglio otto pietre minerali verosimilmente prelevate dal Pan di Zucchero a Masua.

aeroporto Elmas

ELMAS (CA) – Aveva nel bagaglio da stiva otto pietre minerali, verosimilmente calcite, che secondo la ricostruzione degli investigatori sarebbero state asportate dal Faraglione del Pan di Zucchero, a Masua, nel territorio di Iglesias. Per questo un turista olandese in partenza dall’aeroporto di Cagliari-Elmas con destinazione Amsterdam è stato denunciato dagli operatori dell’Ufficio Polizia di Frontiera Marittima e Aerea di Cagliari-Elmas.

Il rinvenimento è avvenuto durante i controlli sul bagaglio del passeggero. Gli agenti hanno individuato le otto pietre e, dagli accertamenti successivi, è emerso che il materiale sarebbe stato prelevato nei giorni precedenti durante un’escursione in località Masua, in uno degli scenari naturali più conosciuti e fragili del Sulcis Iglesiente.

Il caso assume particolare rilievo perché il Pan di Zucchero non è un luogo qualsiasi. Si tratta di un faraglione situato davanti alla costa di Masua, frazione di Iglesias, indicato anche tra i monumenti naturali della Sardegna. La Regione Sardegna, attraverso il portale turistico ufficiale, descrive il Pan di Zucchero e i faraglioni di Masua come uno dei simboli più suggestivi della costa iglesiente, mentre il Comune di Iglesias ricorda che il faraglione si erge dal mare a poca distanza dalla costa.

Secondo quanto comunicato, l’asportazione sarebbe avvenuta ai danni di un “Monumento Naturale”, peraltro ubicato in un’area dichiarata protetta con deliberazione del Comune di Iglesias. Una circostanza che rende l’episodio ancora più delicato, perché riguarda non soltanto la sottrazione di materiale naturale, ma anche la tutela di un patrimonio paesaggistico, ambientale e identitario.

Le pietre sono state immediatamente sottoposte a sequestro. Il turista è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per ipotesi di reato legate al danneggiamento del patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale, alla distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto e alla distruzione o deturpamento di bellezze naturali.

L’episodio riporta l’attenzione su un tema spesso sottovalutato: il rispetto dei luoghi naturali durante visite, escursioni e soggiorni turistici. Spiagge, scogliere, faraglioni e aree protette non sono semplici scenari da attraversare, ma ecosistemi e beni collettivi da preservare. Anche il prelievo di pietre, sabbia, conchiglie o altri elementi naturali può danneggiare l’equilibrio dei luoghi e compromettere la conservazione di paesaggi che rappresentano una ricchezza per l’intera comunità.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La posizione dell’uomo dovrà quindi essere valutata nelle sedi competenti, nel rispetto dei diritti della persona indagata e del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale accertamento definitivo di responsabilità.

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