Bauladu e Paulilatino (OR) sono stati classificati come aree interdette alla costruzione di parchi eolici. È quanto emerge dall’analisi delle Mappe di Sensibilità per l’avifauna, elaborate grazie alla collaborazione tra BirdLife International, LIPU, OTOP, ISPRA e numerosi esperti del settore ambientale.
Le mappe, che rappresentano uno strumento tecnico-scientifico per valutare il rischio che impianti ad alto impatto ambientale (come i parchi eolici o le linee elettriche ad altissima tensione) comportano per gli uccelli selvatici, classificano il territorio in quattro livelli di rischio: basso (verde), moderato (giallo), elevato (arancione) e molto elevato (rosso).
Secondo quanto indicato dalle mappe, i comuni di Bauladu e Paulilatino, situati in provincia di Oristano, rientrano interamente in zone a rischio molto elevato (colorazione rossa). Queste aree sono definite “no go areas”, ovvero aree vietate per la realizzazione di impianti eolici, al fine di tutelare la biodiversità, il paesaggio e le rotte migratorie delle specie protette.
Il progetto “Bauladu”, attualmente in fase di Valutazione di Impatto Ambientale (PNIEC–PNRR) presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), prevede l’installazione di nove aerogeneratori: sette di questi ricadono in aree rosse, mentre solo due in zone a rischio moderato (giallo).
Alla luce dei dati ufficiali, il progetto non risulta compatibile con le prescrizioni ambientali e paesaggistiche, e secondo gli esperti non può essere autorizzato. La vicenda apre un interrogativo cruciale: le Mappe di Sensibilità ISPRA vengono realmente tenute in considerazione da chi pianifica e autorizza progetti potenzialmente dannosi per l’ambiente?
A sollevare la questione è Antonio Di Pasquale, portavoce dell’associazione Professionisti Senza Frontiere, che si appella al rispetto delle normative vigenti e alla coerenza delle politiche energetiche con la tutela del territorio.

Commenta per primo