SESTU (CA) – Una piazza gremita, musica d’autore e un momento inatteso che ha coinvolto migliaia di persone. Fabrizio Moro ha conquistato Sestu con un concerto intenso, trasformando la serata in un incontro diretto con il pubblico, tra i suoi brani più amati, testi di forte impronta sociale e una sorpresa dedicata alla figlia Anita, nel giorno del suo tredicesimo compleanno.
Il pubblico è arrivato numeroso anche dai centri dell’hinterland per assistere al live del cantautore romano. Sul palco Moro ha portato quella scrittura che negli anni ha fatto dell’impegno civile, delle fragilità e delle esperienze personali uno dei tratti riconoscibili della sua produzione artistica.
A sostenere il concerto una band capace di accompagnare con energia e precisione i diversi momenti dello spettacolo. Tra i musicisti si è distinto Alessandro Inolti, batterista della formazione, protagonista di una performance particolarmente intensa.
Ma il momento destinato a rimanere nella memoria della serata è arrivato fuori dalla scaletta.
Durante il concerto, Fabrizio Moro ha fermato lo spettacolo e ha effettuato una videochiamata alla figlia Anita, che proprio in quelle ore festeggiava il suo tredicesimo compleanno.
In pochi istanti la piazza si è trasformata in una gigantesca festa di compleanno. Migliaia di persone hanno intonato insieme “Tanti auguri a te”, mentre Anita, sorpresa e visibilmente emozionata, ha ringraziato il pubblico sardo.
Un frammento di vita familiare entrato improvvisamente nel concerto e condiviso dall’artista con tutta la piazza.
È stato probabilmente questo il passaggio che meglio ha raccontato il rapporto costruito da Moro con il pubblico di Sestu. Un legame che si è fatto ancora più evidente quando il cantautore ha deciso di prolungare l’esibizione oltre i tempi inizialmente previsti, regalando ai fan altro tempo e altra musica.
A Sestu, dunque, non è andato in scena soltanto un concerto. La musica ha lasciato spazio anche alle emozioni personali e alla capacità dell’artista di abbattere per qualche minuto la distanza tra palco e pubblico.
E quando un’intera piazza canta gli auguri a una ragazzina dall’altra parte dello schermo, la scaletta smette di contare: resta uno di quei momenti che difficilmente si possono programmare.
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