GONNOSFANADIGA (SU) – Da oggetto di polemiche a nuova cartolina luminosa del paese. La scalinata monumentale del Colle di San Simeone, uno dei simboli più riconoscibili di Gonnosfanadiga, è tornata a mostrarsi in tutta la sua forza scenografica dopo gli interventi di messa in sicurezza, valorizzazione e illuminazione artistica inaugurati lunedì 24 agosto.
La comunità si è radunata ai piedi della gradinata che sale verso la Grotta della Madonna di Lourdes, luogo identitario e di profonda devozione incastonato tra il centro abitato e il colle. Un’opera che parla alla memoria collettiva del paese attraverso i suoi 292 gradini, oggi recuperati e restituiti alla piena fruibilità.
Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Andrea Floris, l’Amministrazione comunale, la Pro Loco, numerosi cittadini e le realtà associative del territorio. Il parroco don Luca Pittau ha impartito la benedizione solenne all’opera, in una serata che ha unito fede popolare, identità, partecipazione e orgoglio comunitario.
L’intervento ha riguardato la messa in sicurezza del percorso, il recupero filologico della scalinata, l’installazione di nuovi corrimano in acciaio inox e l’integrazione di un sistema LED a basso consumo, studiato per valorizzare il monumento senza snaturarne la bellezza.
Prima del taglio del nastro, però, il cantiere aveva acceso un vivace dibattito. Le immagini di progetto, le discussioni sui social e i timori sull’impatto estetico dell’intervento avevano diviso parte della comunità. Un confronto anche duro, ma significativo dell’attaccamento dei gonnesi al proprio patrimonio. A lavori conclusi, la risposta è arrivata dalla scalinata stessa: illuminata, ordinata, elegante e capace di trasformare le critiche in stupore.
Determinante è stata la sinergia tra progettazione tecnica, amministrazione comunale e competenze specialistiche. Il progetto porta la firma dell’ingegnere Piroddi, con il contributo dell’ingegnere Emanuele Matta, che ha indirizzato verso il Comune di Gonnosfanadiga un finanziamento regionale di 100mila euro, affiancato dal cofinanziamento comunale.
L’impianto illuminotecnico è stato curato dall’azienda sarda Ars Lucis, che ha scelto una filosofia discreta e potente allo stesso tempo: la luce non deve sostituirsi al monumento, ma rivelarlo. Non trasformare la scalinata, ma accompagnarne le forme, i gradini e la salita verso il colle.
La cerimonia è stata impreziosita da un momento di rievocazione storica curato dall’autrice e studiosa locale Giuliana Zurru, interpretato dalle voci di Federico Meloni, Roberta Putzu, Sara Carvone e Francesco Murtas. A rendere ancora più solenne la cornice, i costumi tradizionali del paese, la banda musicale e i cori polifonici Santa Barbara e Sacro Cuore.
La sicurezza e il decoro della manifestazione sono stati garantiti dalla presenza dei Carabinieri, della Polizia Locale, delle Guardie Barracellari e dei volontari di L.I.V.A.S. Soccorso. Tra le autorità istituzionali ha partecipato anche il deputato sardo Gianni Lampis, che ha voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni e il valore dell’intervento per Gonnosfanadiga e per l’intero Medio Campidano.
L’emozione è proseguita martedì 25 agosto, con l’evento musicale ai piedi del colle. La scalinata si è accesa con i colori del Tricolore, trasformandosi in una scenografia naturale per il concerto della tribute band Floyd Experience. La magia della serata ha superato i confini del paese: i video del concerto, rilanciati sui social, hanno fatto viaggiare l’immagine della scalinata illuminata di Gonnosfanadiga, trasformandola in una nuova cartolina emozionale della Sardegna.
A rendere ancora più suggestivo il colpo d’occhio, la croce illuminata sull’altura di Carong’e Majori e la luna piena, che hanno incorniciato una serata di musica, luci e forte senso di appartenenza. Un evento che ha consegnato alla comunità non solo un’opera pubblica riqualificata, ma un vero palcoscenico naturale per nuove manifestazioni.
La nuova illuminazione resterà attiva tutto l’anno e potrà cambiare tonalità in base a ricorrenze, eventi e momenti simbolici. La scalinata del Colle di San Simeone si candida così a diventare una delle immagini più suggestive del paese, un richiamo per residenti, visitatori e appassionati di luoghi identitari.
Da Gonnosfanadiga arriva ora un messaggio che parla a tutta la Sardegna: ogni comunità custodisce un luogo che merita di essere riscoperto, protetto e raccontato. La Sardegna possiede già la propria identità; serve solo illuminarla, valorizzarla e farla conoscere. Anche quando il sole tramonta.
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