Sanremo, 15 febbraio 2025 – C’è un momento, nelle notti di mare, in cui le onde sembrano sussurrare parole sommerse. Il 13 febbraio, nell’area Underground Sanremo Live Box, quelle parole avevano l’accento di Napoli. E il nome di Pino Daniele.
Quando Giovanni Budroni ha alzato il sax, il silenzio si è fatto liquido. Il primo accordo di Chi tene o’ mare è esploso. Dieci anni dopo la scomparsa del “guaglione” del blues italiano, i Bud Brothers hanno scolpito il tempo con un medley che comprendeva “Chi tene o’ mare, Je stò vicino a te, Sotto ‘o sole, A testa in giù. Giantore Budroni alle tastiere, Pietro Tamponi al basso e Gillan Capra al cajón hanno suonato con grande affiatamento, coinvolgendo il pubblico fin dalle prime note e rendendo speciale questo momento. Giovanni Budroni, con il suo sax luccicante, ha dato prova di tutto il suo talento. Il suono dolce e malinconico alternava musicalità travolgenti mentre Giantore Budroni intrecciava sulla tastiera note e voce con delicatezza, dando anima ai versi di Pino Daniele. “Suonare Pino è sempre un viaggio emotivo“, hanno raccontato dopo il concerto. “Le sue canzoni parlano di Napoli, ma la sua musica appartiene a tutti. Cantava la vita di tutti i giorni trasportata in soul, blues, rock, pop, ma non era mai banale, è sempre stata un’emozione ascoltarlo”. Il tributo è stato fortemente voluto dal direttore artistico di Casa Sanremo Ciro Barbato, e reso possibile dal titolare del Gruppo Eventi, che era amico personale del cantautore napoletano.

Al termine dell’esibizione, il direttore artistico di Casa Sanremo, Ciro Barbato, ha voluto rendere omaggio a Giovanni Budroni, presente sul palcoscenico con suo fratello Giantore, consegnandogli una targa in argento realizzata dal maestro orafo Michele Affidato, noto per le sue opere destinate a personalità di rilievo, dal Papa a diversi artisti internazionali.
Nel suo discorso, Barbato ha sottolineato il valore del lavoro svolto dalle accademie e dai vocal coach di tutta Italia, che con passione selezionano e formano i talenti destinati a calcare il palco di Casa Sanremo. Un impegno che trova in Giovanni Budroni un esempio di dedizione e professionalità. “Ogni volta che vado al Premio Vittorio Inzaina, nella magnifica Telti, rimango colpito dalla qualità e dall’energia di questo evento”, ha dichiarato Barbato, evidenziando il legame tra la manifestazione sarda e il Festival di Sanremo. “Giovanni Budroni non solo porta avanti un lavoro straordinario nella sua accademia, ma contribuisce alla crescita artistica di tanti giovani”.
Sanremo ha i suoi vincitori, le sue rose e le sue polemiche. Ma quella notte, per dodici minuti, ha avuto qualcosa di più raro: un’anima.


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