Olbia, 17 luglio 2025 – La musica sarda ha trovato ancora una volta il suo palcoscenico ideale nel Premio Mario Cervo, evento ormai entrato nell’immaginario collettivo come uno dei più importanti appuntamenti culturali dell’isola. Giunto alla sua undicesima edizione, il premio si è svolto ieri sera, 16 luglio, presso il suggestivo Parco Mario Cervo di Olbia, regalando al pubblico una serata indimenticabile fatta di note, emozioni e memoria condivisa.
Un tributo alla cultura isolana
Istituito nel 2015, il Premio Mario Cervo nasce con l’obiettivo di promuovere e incentivare la produzione discografica degli artisti sardi, mettendo in luce sia le nuove generazioni sia i capisaldi della tradizione musicale regionale. Quest’anno, il premio ha confermato la sua vocazione a essere un ponte tra passato e presente, celebrando cinque artisti contemporanei e un disco storico che ha segnato un’epoca.

Tra i vincitori del 2025 spiccano nomi come Solosophia (“Anima Viola”), Gianluca Pischedda (“Vagabond”), Niera (“Andalas Noas”), Syncopated City (“1+1=3”) e Simone Soro (“Ispiràle”). Ognuno di loro ha portato sul palco alcuni pezzi del proprio repertorio, dimostrando quanto la musica sarda possa essere al tempo stesso radicata nella tradizione e aperta all’innovazione.
Ma il momento più toccante della serata è stato dedicato al disco storico. Quest’anno, il riconoscimento è andato al Coro di Orgosolo Rubanu per il brano “Su lamentu de su pastore”, inciso nel 1975. A ritirare il premio è stato Giuseppe Rubanu, voce storica del gruppo, accompagnato dal coro Tenore Murales di Orgosolo, che ha eseguito alcuni brani in omaggio alla memoria del coro.

Una serata di emozioni e riflessioni
Le parole di Rubanu hanno lasciato il segno. “Siamo stati una famiglia prima che un gruppo” ha dichiarato commosso, ricordando come il loro lavoro fosse frutto di ispirazione spontanea e non di calcoli studiati a tavolino. Il tema del sacrificio dei pastori, raccontato nel disco del 1975, è ancora oggi di grande attualità, evidenziando quanto alcune sfide della società sarda siano rimaste immutate nel tempo.
La serata è stata condotta magistralmente da Matteo Pianezzi, mentre la giuria, coordinata da Rita Nurra, ha espresso il proprio apprezzamento per la qualità delle opere presentate. Tra i giurati figuravano personalità del calibro di Gino Marielli (Tazenda), Marco Mulas (ISRE) e Cristian Asara (Radiolina), che hanno contribuito a rendere il premio un punto di riferimento per gli artisti isolani.
Un evento per tutti
Il Premio Mario Cervo non è solo un riconoscimento artistico, ma anche un momento di aggregazione e condivisione culturale. Organizzato dall’Archivio Mario Cervo, che custodisce oltre 5.000 vinili e migliaia di documenti legati alla musica sarda, l’evento è stato reso possibile grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale di Olbia, dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE) e della Fondazione di Sardegna.
Ogni artista premiato ha ricevuto una scultura in bronzo e argento realizzata appositamente dall’artista Venceslao Mascia e dalla cantante Cristina Ravot, simbolo tangibile del valore attribuito alla creatività e alla tradizione.

Guardando al futuro
Il successo del Premio Mario Cervo 2025 conferma quanto sia importante investire nella valorizzazione della cultura sarda. Non si tratta solo di preservare il patrimonio musicale, ma di farlo vivere e crescere attraverso nuove generazioni di artisti. Con questa edizione, il Premio Mario Cervo si consolida come un appuntamento imprescindibile per chiunque ami la Sardegna e la sua musica. E mentre il pubblico lasciava il Parco Mario Cervo sotto un cielo stellato, era chiaro che la serata aveva lasciato un segno profondo nei cuori di tutti i presenti.
Copyright Giovanna Tamponi© – Riproduzione vietata
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