C’è una nuova forza gravitazionale nella scena musicale italiana, e porta il nome di Iside. La cantautrice di Olbia torna con “Luna calamita”, brano magnetico e notturno che sancisce un ulteriore passo nel suo percorso artistico. Un singolo che vibra di R&B e Afrobeat, ma che nella sua leggerezza estiva nasconde uno spessore introspettivo fatto di assenze, desideri e attrazioni inevitabili.
Una calamita emotiva
Prodotto dal trio Kidd Reo, Krade e Young Cruel, è il quarto singolo in uscita per l’artista olbiese dopo la recente firma con l’etichetta discografica Daylite Records e The Orchard.

Il brano si muove su coordinate radiofoniche mai banali: beat morbidi, linee vocali sensuali e un testo che alterna immagini quotidiane a confessioni sospese. “Dimmi allora che c’è se non dormo con te” canta Iside, tra letti divisi e labbra che sanno ancora di un bacio passato. La “Luna calamita” del titolo è insieme rifugio e tormento, un simbolo del potere invisibile che alcuni legami sanno esercitare anche a distanza.
Una firma ormai riconoscibile
Dopo il toccante “3 Gocce (Solo un attimo)”, Iside conferma la sua vocazione a un pop personale e sofisticato, capace di parlare a una generazione in cerca di senso ma affamata di leggerezza. Se nel precedente singolo la fragilità si faceva coraggio, in Luna Calamita la consapevolezza diventa seduzione. La Sardegna resta lo sfondo fisico e simbolico da cui Iside parte per raccontare storie universali, con una voce che sa essere carezza e dichiarazione.
Tra musica e visione
Il singolo, disponibile su tutte le piattaforme dall’11 luglio, sarà accompagnato dal videoclip ufficiale diretto da Matteo Varchetta e Kidd Reo, in uscita il 21 luglio sul canale YouTube dell’artista. Un racconto per immagini che promette di amplificare l’universo notturno e ipnotico del brano.
Una promessa che si mantiene
Iside non è più solo una promessa dell’urban-pop italiano: con ogni uscita consolida una poetica coerente, fatta di verità emotiva e ricerca sonora. E ‘Luna Calamita’ è la prova che si può parlare d’amore senza scivolare nel già sentito, lasciando che sia la musica – come la luna – a farci deragliare dal razionale.
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