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Lazio-Cagliari, le parole di mister Mazzarri alla vigilia

18-09-2021 16:20 - Sport
Domani pomeriggio alle 18, la Lazio ospiterà il Cagliari nella gara valida per la quarta giornata di Serie A. Come di consueto, alla vigilia si è svolta la conferenza stampa di presentazione della sfida, che ha coinciso con il primo intervento alla guida dei rossoblù per Walter Mazzarri. Per quanto riguarda il punto sugli infortunati, lunedì tornerà in gruppo Strootman e Godin la prossima settimana. Ceter e Faragò torneranno disponibili ad ottobre e nello stesso mese Ladinetti svolgerà nuove visite di idoneità. Infine, Rog verrà operato la prossima settimana.

Che squadra ha trovato nello spogliatoio? L'ambiente è eccezionale, mi hanno accolto tutti bene. Tutto perfetto. In 3 giorni non posso dare troppe indicazioni. La sensazione è buona, il gruppo ha voglia di reagire e mi sembrano tutti motivati. Il primo dato sarà questa partita così importante e vedere come reagiranno i ragazzi che andranno in campo.


Pavoletti e Walukiewicz? Pavoletti ha fatto oggi il provino per venire con noi. Bisogna creare un'anima dentro il gruppo. Lui intanto viene per fare gruppo e trasmettere le idee. Verrà in panchina sicuramente e ci tengo che venga con noi. Gli altri hanno un minutaggio più grande e sono a disposizione delle scelte. Il minutaggio non l'ho palpato sul campo. Per fortuna ci sono 5 cambi se vedo in difficoltà qualcuno, avrò la possibilità di cambiare.


Obiettivi personali? Io non amo i subentri. Sono un allenatore che vuole dare un'impronta. Quasi sempre si è vista la squadra di Mazzarri, che non molla mai. Questo è lo spirito che voglio incarni il Cagliari il prima possibile. Ho già toccato diversi tasti. Domani sarà la prima verifica di vedere se qualcosa è arrivato ai ragazzi. Per gli obiettivi, io non voglio pormi limiti. Quando potrò lavorare di più dopo la sosta potrò capire quali potenzialità ha la squadra.


Errori della passata gestione? Preferirei parlare da oggi in poi. Ho visto le partite, mi sono fatto delle idee e ho provato a trasmetterle. Ho cercato di portare due tre cose che fanno parte del mio credo calcistico. Vedremo domani. Non mi piace entrare nel passato di chi ha lavorato prima di me.


Sul modulo. Credo di saper allenare tutti i moduli. Valuto la rosa e cucio il modulo più adatto. Il mio obiettivo è far rendere più del potenziale stesso. Chi ha seguito attentamente le mie squadre, sa che ho cambiato anche modulo a partita in corsa. Nel momento in cui vedi che imposti la gara in un certo modo e non vanno bene le cose, in settimana devi provare il piano B. Quando capirò che i ragazzi hanno recepito tutto quello che in settimana facciamo, è possibile che il Cagliari possa cambiare pelle anche durante la partita. Mi considero più un allenatore che deve partire dall'estate, perché ci vuole tempo per assimilare le idee.


Lazio? Una squadra così forte la incontriamo dopo 2 sconfitte con due squadre molto importanti, credo la troveremo arrabbiata e troveremo la miglior Lazio. Mi limito a guardare i meccanismi, bisogna rispettare l'avversario in modo particolare. Non poniamoci limiti, facciamo al meglio quello che abbiamo preparato in questi giorni. Devo cercare di fare i fatti il prima possibile.


Spunti dal punto di vista offensivo? Una squadra evoluta deve sapere quando fare una cosa e quando farne un'altra. Ho fatto capire ai ragazzi che se c'è da soffrire dobbiamo essere tutti e 11 a soffrire. Quando c'è possesso palla, far vedere tutti quello che vogliamo fare. Le ripartenze sono quelle che fanno più male. Loro sono molto bravi a verticalizzare. Va letto il momento. Ho cercato di dar loro certezze e sicurezze. C'è bisogno di un allenatore sempre presente.


Perché ha sposato Cagliari? da tempo ho un rapporto con il presidente di stima. Una piazza come Cagliari mi ha stimolato, vado a cercare le sfide. La responsabilità mi galvanizza. Ti mette l'adrenalina addosso, è uno stimolo importante. Il mio sogno è che con un po' di tempo cercare di crescere per far sì che anche i tifosi possano levarsi le soddisfazioni che meritano.


Nandez? Il calcio moderno ha bisogno di calciatori ecclettici. Lui lo è. Con le potenzialità che ha può far tutto, l'importante è che ci creda lui. Ora come ora vuole stare sull'esterno. Può essere anche un trequartista di qualità. Se l'allenatore ha delle idee, ma il giocatore non è d'accordo, non si va da nessuna parte. Per il momento gli piace essere impiegato sulla fascia e sarà accontentato.


Lavoro mentale o fisico? Colpo di mercato? Questo lo dovete dire voi. Io da sempre appena accetto un incarico mi focalizzo su quello che devo fare. Ho le motivazioni talmente alte che è come se fosse il primo campionato che faccio in Serie A. Sono un allenatore che guarda tutto. Per far rendere un giocatore e di conseguenza tutta la squadra, guardo l'aspetto mentale, fisico, tecnico e tattico. Bisogna cercare di migliorare se possibile tutti questi aspetti. La testa è importante. Si è data un'occhiata ai principi. E' chiaro che in 3 giorni tante cose non si possono fare. Non abbiamo tempo per correggere la risposta che c'è subito l'Empoli, poi il Napoli. Qualcosina me l'aspetto da subito.


Difesa? La carenza di centrali è giusta, ma non voglio creare alibi. Chi andrà in campo, mi dovrà dare risposte. Anche se affrontiamo una squadra molto forte, nella mia testa non mi voglio porre limiti. Le mie scelte tattiche le vedrete in campo.


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