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Meritocrazia: strategie per preservare le risorse idriche in Sardegna

14-10-2021 08:38 - CRONACA REGIONALE
La Sardegna è la regione italiana nella quale sono state realizzate, con bacini artificiali tramite sbarramenti, le più imponenti opere di regolamentazione dei corsi d'acqua.

L’approvvigionamento idrico dell’isola deriva in parte da acque superficiali immagazzinate e regolate dai numerosi invasi presenti sull’isola e in parte da fonti di approvvigionamento sotterranee.

Con L.R. 19/2006 Il sistema idrico multisettoriale regionale si è completato con un gran numero di opere di approvvigionamento idrico e di adduzione destinate ad alimentare, direttamente o indirettamente, più aree territoriali e diverse categorie di utenze (settore civile per l’uso potabile, quello irriguo, quello industriale) al fine della perequazione delle quantità e dei costi dei consumi.

Il sistema comprende opere nei diversi settori quali:
  • dighe
  • traverse di derivazione
  • acquedotti
  • canali
  • centrali di sollevamento
  • centrali idroelettriche e (trattandosi di sistema idrico integrato) collettori fognari ed impianti di depurazione

Le opere e le infrastrutture di tale sistema complesso appartengono ex lege al demanio Regionale ma sono state trasferite tutte in gestione a soggetti pubblici o ad intera partecipazione pubblica.

In tale ambito si colloca anche la produzione idroelettrica che, nel quadro istituzionale regionale, si inserisce come modalità operativa strumentale e subordinata all’abbattimento dei costi per gli altri usi dell’acqua.

Tuttavia con riferimento all’indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità dell’intera isola relativo al mese di agosto 2021, si evince una condizione di "preallerta" o "livello di vigilanza", che evidenzia come la disponibilità di acqua rimane ancora limitata e distribuita in modo non uniforme sul territorio regionale, sia per la carenza di infrastrutture adeguate, nonché per l’impossibilità, ancora oggi, di poter sfruttare appieno la capienza degli invasi in quanto i volumi di regolazione autorizzati risultano essere inferiori alla massima capacità di accumulo del sistema.

Inoltre le caratteristiche idrogeologiche e climatiche dell’isola influiscono enormemente non solo sulla quantità ma anche sulla qualità dell’acqua, compromessa dalla proliferazione di alghe planctoniche.

A tal proposito due progetti sardi di infrastrutturazione rurale, sono appena rientrati tra quelli ammissibili al finanziamento del PNRR.

Presentati dai Consorzi di Bonifica del Nord Sardegna e dell'Oristanese, (in Sardegna esistono attualmente n. 7 Consorzi) riguardano l'ammodernamento del sistema irriguo regionale, entrambi mirano all' individuare soluzioni attese da anni per migliorare sia l'efficienza delle reti consortili che dell'area di bonifica dell’Oristanese.
Inoltre, per garantire il servizio idrico in tutta la Sardegna i costi per l’energia elettrica sono elevatissimi e rappresentano la spesa più alta dei valori della produzione: 35 milioni di euro all’anno. Abbattere questi costi significherebbe garantire maggiori risorse per ulteriori investimenti, ma anche incidere sulle tariffe.

Per questo motivo CRS4 e Abbanoa , ente gestore, hanno aderito al progetto nazionale “Energidrica” che prevede lo studio di un acquedotto contraddistinto da consumi energetici elevati ( quale quello sardo) , legati soprattutto agli impianti di sollevamento (stazioni di pompaggio necessarie a superare i rilievi montuosi), con l’obiettivo di individuare soluzioni ottimali che consentano di ridurre tali consumi.

L’aumento di disponibilità idrica si può attuare, dunque, attraverso l’individuazione di nuove fonti di approvvigionamento, ma anche modificando la capacità di sfruttamento di tale risorsa.

Le conclusioni di MIS:
Sorge, per quanto sopra detto, la necessità di amministrare la risorsa idrica in maniera attenta e corretta, nel rispetto dei diversi usi cui è destinata, a scanso di una ulteriore grave scarsità e dispersione di risorse.

Per salvaguardare le risorse idriche anche per le future generazioni sarebbe opportuno perseguire una strategia basata sulla gestione integrata dell’acqua volta alla realizzazione di azioni di contenimento della domanda, di recupero, di tariffazione, ma anche di educazione ad un uso appropriato, con una approfondita conoscenza dei fabbisogni, dei consumi e delle disponibilità che permetta di giungere ad una programmazione compatibile con le risorse a disposizione per poter ricondurre il tutto ad una situazione di equilibrio.

Una riduzione dei consumi, delle perdite nelle reti di distribuzione, la riparazione di tutti i malfunzionamenti e la sostituzione delle tubazioni deterioriate, solo per citare alcuni esempi di non difficile attuabilità contribuirebbero certamente ad arginare i consumi impropri di un bene considerato, di regola, nelle società occidentali industrializzate, come gratuito o di basso costo senza un vero e proprio valore economico.

IL Coordinatore Regionale Marina Francesca Bardanzellu



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