MOGORELLA (OR) – Un grifone trovato morto ai piedi degli aerogeneratori del Monte Grighine, con gravissime lesioni e un’ala completamente recisa. Le immagini girate nell’area tra Mogorella, Ruinas e Villaurbana hanno rapidamente fatto il giro dei social, riaccendendo con forza il dibattito sull’impatto degli impianti eolici sull’avifauna protetta.
A diffondere il video è stato il Coordinamento Gallura contro la speculazione eolica e fotovoltaica, che attribuisce la morte dell’animale all’impatto con una pala eolica.
Secondo la testimonianza della persona che avrebbe assistito direttamente alla scena, il grifone stava planando nei pressi di un aerogeneratore quando avrebbe urtato una delle pale, precipitando poi al suolo.
Le immagini mostrano l’animale senza vita e con ferite estremamente gravi, un quadro che ha suscitato forte indignazione e rilanciato le preoccupazioni legate alla presenza degli impianti eolici in aree frequentate da grandi rapaci.
Al momento, tuttavia, resta necessario attendere gli accertamenti degli organismi competenti per una certificazione definitiva della causa della morte.
L’episodio assume un peso particolare anche per il momento in cui si verifica. Proprio in questi giorni la Sardegna continua infatti a investire nel recupero e nel ripopolamento del grifone, una specie che negli ultimi anni è stata al centro di importanti programmi di conservazione.
Solo recentemente, nell’ambito del progetto LIFE Safe for Vultures, sono stati liberati nuovi esemplari nell’Isola, con l’obiettivo di rafforzare una popolazione che per anni è stata fortemente ridotta.
Il grifone è una delle specie simbolo dell’avifauna sarda e la sua tutela rappresenta uno degli obiettivi principali dei programmi ambientali portati avanti nel territorio regionale.
Il Monte Grighine ospita già da anni un importante impianto eolico, distribuito tra Mogorella, Siamanna e Villaurbana.
Nella stessa area sono inoltre previsti o in fase di valutazione nuovi progetti per la realizzazione di ulteriori aerogeneratori.
Tra questi figura il progetto “Serra e Mesu”, che interessa i territori di Mogorella, Ruinas e Villa Sant’Antonio e prevede l’installazione di sette aerogeneratori.
Un secondo progetto, denominato “Parco Eolico Mogorella-Sant’Antonio”, prevede invece ulteriori turbine nella stessa area.
La presenza di nuovi impianti ha già alimentato nei mesi scorsi un acceso confronto tra amministrazioni, cittadini, comitati e associazioni, soprattutto per le possibili conseguenze sul paesaggio, sull’ambiente e sulla fauna selvatica.
La morte del grifone sul Grighine riporta così al centro una questione già da tempo oggetto di discussione: la necessità di conciliare la transizione energetica con la tutela concreta delle specie protette e delle aree frequentate dall’avifauna.
Il nodo non è la produzione di energia rinnovabile in sé, ma il modo in cui gli impianti vengono progettati, collocati e gestiti in territori caratterizzati dalla presenza di specie sensibili.
La vicenda rischia dunque di diventare un nuovo caso simbolo nel dibattito sull’espansione dell’eolico in Sardegna.
Se gli accertamenti confermeranno che il grifone è morto a seguito dell’impatto con una pala, sarà inevitabile interrogarsi sull’efficacia delle misure di mitigazione e sulla compatibilità degli impianti con le rotte e le aree di presenza di una specie che la Sardegna sta cercando, con risorse pubbliche e progetti europei, di riportare stabilmente nei propri cieli.
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