MONSERRATO (CA) – Sta suscitando un acceso dibattito la decisione dell’amministrazione comunale di Monserrato, guidata dal sindaco Tommaso Locci, di ospitare la nota attrice pornografica Martina Smeraldi durante la serata clou della Festa della Birra, prevista per il prossimo 31 luglio al Comparto 8. Una scelta che, secondo il primo cittadino, “dà lustro alla Sardegna” per via dei premi internazionali ricevuti dalla performer sarda, tra cui l’AVN Award (considerato l’Oscar dell’intrattenimento per adulti).
Ma una parte della cittadinanza non ci sta e, in modo spontaneo e privo di appartenenze politiche, ha deciso di far sentire la propria voce.
È nato così un comitato informale di cittadini, composto inizialmente da circa 50 persone, che ha redatto e firmato una lettera aperta inviata via mail al sindaco, agli assessori comunali, al protocollo del Comune.
Il documento – che ha cominciato a circolare sui social e tramite canali privati – esprime preoccupazione per il messaggio sociale e culturale che l’iniziativa trasmette, specie in relazione alla presenza di bambini, adolescenti e famiglie a un evento patrocinato dall’amministrazione pubblica.
“Monserrato deve proporsi come comunità che promuove la famiglia, il rispetto reciproco e l’educazione come basi per la crescita dei giovani”, si legge nella lettera. “Un evento sostenuto da fondi pubblici dovrebbe valorizzare figure che incarnano tali principi e offrano modelli coerenti con un messaggio educativo duraturo”.
A far discutere è proprio il patrocinio istituzionale, che – secondo i firmatari – legittima e rafforza l’immagine pubblica di una figura discussa, la cui notorietà deriva interamente dall’industria dell’intrattenimento per adulti.
Nel documento si sottolinea come la scelta dell’ospite potrebbe inviare un segnale fuorviante ai più giovani, normalizzando l’idea che il successo sia legato alla visibilità sessualizzata piuttosto che al merito, allo studio, all’impegno o alla creatività.
“Il patrocinio comunale mette implicitamente in relazione la figura ospite con l’identità e i valori della città”, scrivono i promotori, sottolineando come molti cittadini, anche non residenti, si sentano esclusi e non rappresentati da questa decisione.
Nella lettera viene avanzata una proposta alternativa, che punta a salvare l’evento ma modificarne il contenuto simbolico: cambiare l’ospite, evitando personalità legate all’ambito pornografico, e sostituirla con figure sarde di rilievo nei campi culturali, artistici, educativi o sociali.
Tra le richieste formali indirizzate all’amministrazione:
-
Rivalutare la presenza di figure legate all’intrattenimento per adulti;
-
Valutare l’inserimento di ospiti sardi noti per contributi culturali e sociali;
-
Prevedere un momento di confronto o consultazione con la cittadinanza.
Secondo i promotori, ciò permetterebbe di conservare l’attrattiva dell’evento, ma allo stesso tempo restituirebbe coerenza valoriale a una manifestazione pubblica, sostenuta o comunque patrocinata da un ente istituzionale.
“Non vogliamo fare battaglie ideologiche – precisano i cittadini nella loro comunicazione alla redazione – né trasformare la vicenda in una polemica politica. La nostra è una richiesta di buon senso e responsabilità: la presenza di bambini e famiglie impone una riflessione più profonda su ciò che promuoviamo come esempio”.
Il comitato, che al momento non ha un portavoce ufficiale, ha lanciato un invito aperto a tutti i cittadini, anche sardi emigrati all’estero o residenti fuori dall’isola, affinché si esprimano e inviino la stessa lettera agli indirizzi istituzionali.
Ne l frattempo, da parte del Comune non è ancora giunta alcuna risposta formale alle email ricevute.
Di seguito il testo integrale della lettera aperta:


Io ho due figli adolescenti che escono a Monserrato ,nn sono d’ accordo con la scelta del sindaco ,nn mi sembra per niente educativa per i giovani avrei preferito una scelta di musica o cultura in generale.