NURRI (SU) – Dalla sofferenza alla rinascita, dalla musica alla dignità umana. Nasce in Sardegna GOKU – Musica per la Dignità Umana, una nuova associazione culturale fondata da Gianni Mottadelli con l’obiettivo di combattere il bullismo attraverso il linguaggio universale della musica.
Un progetto che affonda le radici in una storia personale intensa e toccante.
“Da bambino sono stato vittima di bullismo anche a causa di una malformazione cardiaca che mi rendeva diverso agli occhi degli altri. Mi sentivo escluso, sbagliato, solo”, racconta il presidente, conosciuto anche con il suo nome d’arte Gianni Goku Mottadelli.
Parole che diventano testimonianza e, allo stesso tempo, motore di cambiamento.
“Ci sono stati momenti in cui desideravo sparire. Ma proprio da quella sofferenza è nata una decisione: trasformare il dolore in qualcosa che potesse servire agli altri”.
È qui che entra in gioco la musica.
“Era il mio rifugio. Mentre fuori mi sentivo sbagliato, dentro la musica trovavo uno spazio dove esistere davvero. Non era solo passione, era salvezza”.
GOKU nasce proprio da questa consapevolezza: il bullismo non è solo un fenomeno scolastico, ma una realtà diffusa in tutta la società, spesso invisibile.
“Esiste nei luoghi di lavoro, nei contesti sociali, ovunque. E dietro ogni atto c’è una sofferenza non ascoltata”.
L’associazione sarà operativa in tutta la Sardegna e promuoverà attività concrete: concerti sociali, laboratori musicali, incontri educativi e percorsi nelle scuole, nei servizi sociali e persino nelle carceri.
“Non vogliamo solo parlare del problema, ma offrire strumenti per trasformarlo. Non condanniamo le persone, ma le azioni”.
Un progetto che ha già coinvolto artisti di rilievo come la band metal Argia, Sista Namely e Francesco Sedda, insieme a tanti altri che stanno aderendo.
Il nome GOKU, ispirato al celebre personaggio dei cartoni animati, non è casuale.
“Rappresenta forza, resilienza e protezione degli altri. È quello che vogliamo diventare: persone capaci di trasformare il dolore in aiuto”.
Entrare a far parte dell’associazione è gratuito e aperto a tutti.
Un gesto semplice ma potente: dire “no” al bullismo e scegliere di costruire una società più empatica.
“Chi subisce bullismo non perde la propria dignità. La dignità non può essere tolta da nessuno”.
Commenta per primo