CAGLIARI (CA) – Nel cuore verde della Toscana prende forma una pagina importante della storia dell’emigrazione sarda. È entrato ufficialmente a pieno regime il progetto E.S.C.I. – Emigrazione Sarda nel Centro Italia, con il completamento dello Spazio della Narrazione all’interno della Sala della Legalità della Tenuta di Suvignano, tra le campagne di Monteroni d’Arbia e Murlo, in provincia di Siena.
L’evento conclusivo si è svolto alla presenza dell’assessora regionale al Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale Desirè Manca, e ha visto la presentazione del volume e dell’e-book dedicati alla storia dei pastori sardi emigrati nel Centro Italia nella seconda metà del Novecento. Migliaia di uomini e donne che, con le loro famiglie e le loro greggi, hanno trovato in Toscana e nelle regioni limitrofe un futuro possibile, contribuendo alla nascita di aziende agropastorali, al recupero di territori abbandonati e alla tutela dell’ambiente e della biodiversità.
Un progetto dal forte valore simbolico, ospitato in un bene confiscato alla mafia – il più grande d’Italia – messo a disposizione dalla Regione Toscana al Circolo Sardo Peppino Mereu di Siena, capofila dell’iniziativa presieduta da Dina Meloni. Come ricordato dalla vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, Suvignano rappresenta un luogo in cui la legalità diventa patrimonio condiviso.
Fondamentale il sostegno della Regione Sardegna. «Tra i miei primi atti da assessora – ha spiegato Desirè Manca – rientra la proposta di adesione al progetto. Un segnale concreto del nostro impegno per la legalità, la valorizzazione delle identità locali e la creazione di reti virtuose capaci di unire inclusione, sviluppo economico e centralità della persona».
A sottolineare il valore umano e culturale dell’iniziativa è stato Elio Turis, coordinatore del Comitato E.S.C.I.: «A Suvignano si è vissuto un momento autentico, con i pastori protagonisti del progetto, i circoli sardi del Centro Italia e del Nord e oltre 120 rappresentanti delle comunità dell’emigrazione. Qui la memoria viene narrata e custodita».
Il progetto non è un museo, ma una vera e propria narrazione immersiva, articolata in percorsi visivi, sonori, tattili e multimediali all’interno delle tre Sale della Legalità e nel Giardino Sardegna, dove sono state piantumate essenze tipiche dell’isola. Completano lo spazio quattro totem touch screen, un impianto audiovisivo e materiali editoriali, tra cui il volume “Emigrazione Sarda nel Centro Italia”, destinato anche alle biblioteche scolastiche della Sardegna.
Prezioso il contributo delle famiglie coinvolte nella ricostruzione della memoria storica, dei documenti ISRE – come ricordato dal presidente Stefano Lavra – e del docufilm Oltre il Mare del regista Irio Pusceddu. Le visite sono prenotabili e sono già in programma le prime visite didattiche, tra cui quella degli studenti del Liceo Galilei di Macomer.


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