CAGLIARI (CA) – Riattivare il Pronto Soccorso dell’ex Ospedale Marino e restituire a Quartu Sant’Elena e all’area orientale di Cagliari un presidio di emergenza-urgenza più vicino.
È la richiesta che l’ingegnere Enrico “Eric” Capra ha affidato a una lettera aperta inviata via PEC il 3 settembre ai sindaci di Cagliari e Quartu Sant’Elena, Massimo Zedda e Graziano Milia, e trasmessa per conoscenza a numerose istituzioni regionali, autorità sanitarie, rappresentanze professionali e sindacali.
L’iniziativa riporta al centro del dibattito una questione che Capra considera non più rinviabile: Quartu Sant’Elena non dispone di un Pronto Soccorso pubblico.
Nella documentazione allegata alla lettera, l’ingegnere indica per la città una popolazione di 68.002 residenti e sostiene, sulla base delle analisi elaborate, che Quartu rappresenti l’unico comune italiano con più di 50mila abitanti privo di un presidio pubblico di Pronto Soccorso.
Una condizione che, secondo Capra, assume ancora maggiore rilevanza considerando il bacino dei comuni limitrofi e la pressione esercitata durante la stagione estiva dal Poetto e dal litorale. Nella sua analisi vengono coinvolti anche i quartieri cagliaritani di Sant’Elia, Quartiere del Sole e Poetto, per i quali vengono indicati, nelle situazioni di traffico più intenso, tempi di percorrenza verso gli attuali Pronto Soccorso che possono arrivare fino a 30-45 minuti.
«Non sono numeri: sono vite», scrive Capra, che lega il problema soprattutto alla necessità di garantire interventi tempestivi nelle emergenze più gravi.
La proposta non si ferma però alla denuncia della situazione. Sul tavolo c’è un progetto tecnico per il recupero dell’ex Ospedale Marino, struttura individuata da Capra come possibile risposta alle esigenze di Quartu e della fascia orientale dell’area metropolitana.
Il piano elaborato dall’ingegnere stima in 9,46 milioni di euro l’investimento necessario per il recupero adattivo della struttura e indica un cronoprogramma di 26 mesi. Il confronto contenuto nella documentazione prende in considerazione anche l’ipotesi di realizzare un nuovo presidio a Quartu, valutata in circa 16 milioni di euro e con tempi superiori ai 48 mesi. Secondo i calcoli di Capra, recuperare il Marino consentirebbe quindi una riduzione dei costi nell’ordine del 41 per cento.
Il progetto guarda anche all’effetto che un nuovo presidio potrebbe avere sugli ospedali cagliaritani. Capra stima tra 12mila e 15mila gli accessi annuali dei cittadini quartesi nei Pronto Soccorso di Cagliari e ritiene che una struttura operativa nell’ex Marino potrebbe assorbirne oltre l’80 per cento, contribuendo, secondo le sue proiezioni, a ridurre del 18 per cento la pressione su Brotzu, Policlinico e Santissima Trinità.
Anche sul piano economico le valutazioni presentate sono precise. Il rapporto costi-benefici sociali viene stimato in 1:4,2, mentre i possibili risparmi annuali sui trasporti in ambulanza vengono quantificati tra 500mila e 800mila euro. Si tratta delle proiezioni contenute nel progetto predisposto da Capra, che dovrebbero naturalmente essere sottoposte alle verifiche tecniche, sanitarie ed economiche degli organismi competenti prima di un’eventuale attuazione.
La lettera inviata a Zedda e Milia rappresenta un nuovo passaggio di un’iniziativa avviata formalmente alcune settimane prima. Il 14 agosto 2026, infatti, Capra aveva già trasmesso via PEC alla presidente della Regione Alessandra Todde una lettera accompagnata dal progetto per il recupero dell’ex Ospedale Marino, chiedendo un incontro diretto per illustrarne contenuti e sostenibilità. La documentazione prodotta attesta l’invio della comunicazione e dei relativi allegati.
Nella lettera del 3 settembre, Capra afferma di non avere ancora ricevuto una risposta dalla presidente della Regione, ma sceglie di non interpretare il silenzio come una bocciatura della proposta.
«Il silenzio non lo interpreto come un rifiuto, ma come un invito a fare di più: a rendere la mia proposta ancora più solida, più condivisa, più integrata con le strategie istituzionali», scrive rivolgendosi ai due sindaci.
Il messaggio rivolto a Zedda e Milia è diretto. Capra riconosce che la programmazione sanitaria non rientra nelle competenze dirette delle amministrazioni comunali, ma richiama il ruolo dei sindaci nella tutela della salute delle rispettive comunità e chiede loro di sostenere politicamente e istituzionalmente l’apertura di un confronto sulla proposta.
«Io non voglio essere un avversario delle Istituzioni. Voglio essere un alleato», chiarisce nella lettera, mettendo a disposizione le proprie competenze tecniche.
Capra chiede in sostanza ai primi cittadini di assumere una posizione sulla riattivazione del presidio, favorire l’apertura di un tavolo con la Regione e utilizzare gli strumenti istituzionali disponibili per portare la questione dell’emergenza-urgenza al centro dell’agenda politica.
Nella documentazione viene affrontato anche il profilo costituzionale. Capra ritiene che l’attuale organizzazione dell’assistenza presenti criticità rispetto ai principi richiamati dagli articoli 2, 3, 32, 97, 117 e 118 della Costituzione, con particolare riferimento alla tutela dei diritti fondamentali, all’uguaglianza territoriale, al diritto alla salute, al buon andamento della Pubblica amministrazione, ai livelli essenziali delle prestazioni e al principio di sussidiarietà. L’analisi richiama inoltre la Carta Europea dei Diritti del Malato e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
La posizione di Capra su questo punto è netta, ma va ricondotta alla natura del documento: si tratta di una valutazione giuridica sostenuta dall’autore della proposta, non di una violazione costituzionale accertata da un tribunale o da altro organo competente.
«Questa lettera non è un atto di accusa, ma un atto di responsabilità condivisa», è il messaggio che Capra indirizza a Zedda e Milia. E aggiunge: «Non vi chiedo di fare qualcosa per me. Vi chiedo di fare qualcosa per i cittadini che rappresentate».
Il progetto dell’ex Marino entra così nel confronto sulla sanità dell’area metropolitana con numeri, costi e tempi messi nero su bianco. Ora l’obiettivo dichiarato è ottenere un confronto istituzionale nel quale la proposta possa essere valutata sotto il profilo sanitario, tecnico, economico e della programmazione regionale.
Capra, intanto, ribadisce di voler portare avanti l’iniziativa indipendentemente da incarichi politici. Nel documento ricorda l’impegno assunto durante la campagna elettorale per il Consiglio comunale di Quartu e conclude confermando la propria determinazione: «Ho fatto una promessa durante la campagna elettorale e intendo mantenerla, con o senza una carica politica».
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