Raccolta del Farmaco 2025: Olbia e Gallura donano 3.000 scatole di medicinali contro la povertà sanitaria

Un gesto concreto per cambiare vite: studenti, volontari e cittadini si uniscono per dimostrare che la salute non è un privilegio ma un diritto.

Giornate della Raccolta del Farmaco Olbia
Giornate della Raccolta del Farmaco Olbia, i volontari - foto di Giovanna TAMPONI

Olbia, 11 febbraio 2025 – Un’ondata di generosità ha travolto Olbia e la Gallura, lasciando non solo 3.000 scatole di medicinali donati, ma un’eredità di speranza. Si è chiusa oggi la settimana della Raccolta del Farmaco 2025, con il dono di migliaia di confezioni di medicinali da banco indispensabili per combattere la povertà sanitaria. Ventiquattro farmacie, da Palau a La Maddalena, da Tempio a Budoni, sono diventate per giorni luoghi di incontro, dove i sorrisi dei volontari hanno scaldato i cuori di tanti.

I dati ufficiali raccontano di un incremento del 22% rispetto al 2024: un valore commerciale di 23.000 euro, destinati a migliaia di persone povere in Sardegna e in tutto lo stivale. Ma i numeri, qui, sono solo il riflesso delle storie di chi ha partecipato. Come quella degli studenti del Liceo Scientifico Scienze Umane di Olbia, che per la prima volta hanno affiancato i volontari storici nelle farmacie cittadine, trasformando le ore di PCTO in una lezione di vita. “Questi ragazzi hanno portato energia nuova”, spiega Daniela Lintas, corresponsabile organizzativa, con la voce ancora carica di emozione. “Hanno compreso che un farmaco donato può fare la differenza per chi non se lo può permettere”.
Tra i volontari, c’è chi, come Franca, da vent’anni non manca a questo appuntamento. “Il bisogno di salute è primario”, racconta, mentre ci mostra lo scatolone dei farmaci raccolti nella farmacia dove è presente come volontaria. “Ma donare non è un atto a senso unico: ogni farmaco che sta in questa scatola ci restituisce qualcosa. Ci ricorda che nessuno è solo”. Parole che risuonano in quelle della dottoressa Mureddu, volontaria e medico ospedaliero: “Nessuno dovrebbe scegliere tra mangiare e curarsi. Eppure, accade. Questa raccolta è un grido silenzioso: la salute non è un privilegio”.

Filippo Sanna, storico organizzatore, riflette sul valore educativo dell’iniziativa: “Ogni anno, vedo persone commuoversi mentre donano. È un gesto che unisce giovani e anziani, ricchi e meno abbienti. Ricorda a tutti che la povertà sanitaria si combatte insieme”. E i giovani, infatti, sono stati protagonisti: oltre agli studenti del liceo, i ragazzi del Volontariato Vincenziano hanno animato le farmacie di Olbia l’8 febbraio, trasformando il sabato in una festa della condivisione.

Laura Soldo, coordinatrice per la Gallura, non nasconde la commozione: “Ciò che mi resta nel cuore non sono solo i farmaci raccolti, ma gli sguardi delle persone.
Il progetto, sostenuto dal Banco Farmaceutico e dal PNRR, ha visto collaborare realtà come la Caritas Diocesana, il Gruppo Vincenziano e il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. Ma il vero motore è stata la Gallura stessa: un territorio che, nonostante le difficoltà, ha risposto con il cuore. “Speriamo di coinvolgere ancora più studenti l’anno prossimo”, conclude Lintas. “Perché la solidarietà è un seme: oggi piantiamo fiducia, domani raccoglieremo un mondo più giusto”.

Le scatole raccolte verranno distribuite tra 16 enti: dal Centro Aiuto alla Vita di Tempio alla Casa di Riposo di Santa Teresa, dalla Caritas di La Maddalena a quella di Arzachena. Ogni medicinale sarà una risposta concreta a chi lotta ogni giorno. Ma, come ricorda Soldo, “il messaggio più forte è quello che portiamo a casa: insieme, possiamo essere la cura”.

Per chi volesse ancora contribuire, la solidarietà non ha scadenza: il Banco Farmaceutico accetta donazioni tutto l’anno. Perché, come insegnano Olbia e la Gallura, a volte basta un piccolo dono per guarire l’anima.

Informazioni su Giovanna Tamponi 164 Articoli
Storyteller per vocazione, cerco ovunque di trovare storie da raccontare. Amo la Sardegna nei suoi contrasti e da qui traggo ispirazione per trasformare emozioni in parole e immagini. Scrivere è il mio ossigeno, e quando non scrivo, cerco la verità attraverso l’obiettivo. Il giornalismo, per me, è restituire voci, luci e ombre: ogni articolo, come ogni scatto, deve emozionare oltre che informare.

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