Sardegna, approvata la legge sul fine vita: 32 sì e 19 no. Tra diritti civili, scontri politici e polemiche

Il Consiglio regionale della Sardegna approva la legge sul fine vita: 32 sì e 19 no. Tra diritti civili, esultanze di M5S e PSI e le dure critiche di FdI.

Consiglio Regionale Sardegna votazione legge fine vita

CAGLIARI (CA) – La Sardegna ha approvato la legge sul suicidio medicalmente assistito, diventando la seconda regione in Italia, dopo la Toscana, a legiferare in materia. La proposta di legge n. 59, presentata da Roberto Deriu (Pd) e altri consiglieri, ha ottenuto 32 voti favorevoli, 19 contrari e un astenuto.

Il provvedimento disciplina tempi e procedure per garantire ai malati irreversibili la possibilità di accedere al suicidio assistito, nel rispetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 242/2019.

Il confronto è stato serrato. La relatrice Carla Fundoni (Pd) ha difeso la ratio del testo, respingendo tutti gli emendamenti dell’opposizione. In dichiarazione di voto, Franco Mula (FdI) ha definito “umiliante” la divisione del Consiglio su un tema così delicato: «Questa legge sarà impugnata dal Governo e cassata dalla Corte Costituzionale».

Durissime anche le parole di Cristina Usai (FdI): «Con questo provvedimento il messaggio che esce è: sei stanco e disperato, ti aiutiamo a morire».

Di segno opposto, invece, Roberto Deriu (Pd): «Lo facciamo per amore di chi è arrivato al limite dell’agonia. Non ce la sentiamo di obbligare chi non lo desidera a vivere quando non c’è più nulla da fare».

Favorevoli anche i Progressisti, con Francesco Agus, che ha parlato di «un testo che crea un terreno di diritto dove prima c’era solo arbitrio». Sulla stessa linea Maria Laura Orrù (Avs): «Un passo avanti verso una società più giusta, un atto di responsabilità che tutela anche gli operatori sanitari».

Il M5S, con Lara Serra, ha ribadito: «Questa legge è una risposta alle persone che soffrono e che chiedono di non essere lasciate sole».

Subito dopo l’approvazione, le posizioni dei partiti sono state nette.

Il Partito Socialista Italiano ha preso le distanze dal consigliere Lorenzo Cozzolino, che aveva criticato la norma: «Un socialista che predica contro i diritti ha sbagliato mestiere. Il PSI resterà sempre la casa della laicità, dei diritti civili e dell’autodeterminazione» – recita la nota.

Dal fronte pentastellato, la senatrice Sabrina Licheri (M5S) ha esultato: «Una legge di civiltà che restituisce dignità alla sofferenza, accogliendo le istanze di tante famiglie. Dopo la Toscana, anche la Sardegna si dota di una normativa sul fine vita. È una scelta di dignità». Ma non sono mancate le accuse al Parlamento: «La maggioranza blocca la legge al Senato. Invece di criticare le Regioni, dica cosa intende fare per dare risposte a chi soffre».

Durissima la reazione del centrodestra. Corrado Meloni (FdI) ha attaccato: «Il centrosinistra ha perso tempo su un tema che non spetta alle Regioni, trascurando i problemi reali della sanità sarda. Questa è una battaglia ideologica che sarà impugnata dal Governo. La vera alternativa è rafforzare le cure palliative, che accompagnano dignitosamente senza accelerare la morte».

Il provvedimento rischia ora un’impugnazione da parte del Governo, come già avvenuto per la legge toscana. Intanto, però, segna un passaggio storico per l’Isola, dividendo nettamente il fronte politico tra chi parla di atto di civiltà e dignità e chi denuncia un provvedimento ideologico, inutile e incostituzionale.

Informazioni su Salvatore Garau 1108 Articoli
Titolare ed Editore delle Testate Giornalistiche: - Cagliari Live Magazine - Mediapress24.it - Cagliari Live Tv

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*