Sassari-Olbia: la strada infinita finalmente completa, ma a che prezzo?

Tra Oschiri e Berchidda il taglio del nastro: un’opera attesa da oltre 20 anni

Taglio del nastro Sassari Olbia - viadotto Rio Mannu
Taglio del nastro Sassari Olbia, viadotto Rio Mannu - foto di Giovanna Tamponi

Di fronte a un pubblico di autorità e cittadini, tra strette di mano e tagli di nastro, si è celebrata ieri l’apertura completa della direttrice Sassari-Olbia, un’opera infrastrutturale strategica per la Sardegna. Ma dietro i sorrisi di circostanza e i discorsi ufficiali si nasconde una storia lunga e controversa, fatta di ritardi, rimpalli di responsabilità, inadempienze e, soprattutto, costi lievitati che pesano sulle spalle di tutti noi cittadini.

L’iter progettuale della Sassari-Olbia, iniziato nel 2001, ben 24 anni fa, e oggi completato con il ponte sul Rio Mannu dopo 13 anni di lavori, è stato definito dall’Assessore regionale ai Lavori Pubblici Antonio Piu una “giornata da segnare sul calendario“. Parole entusiastiche che vorrebbero quasi far dimenticare l’odissea vissuta da quest’opera e dal territorio: lavori iniziati nel 2012, dieci lotti distinti, una risoluzione contrattuale dovuta all’inadempienza dell’impresa iniziale, un subentro in extremis di un’altra azienda e persino ostacoli causati dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina, che ha reso complicata l’importazione dell’acciaio. Come ha candidamente ammesso l’ing. Corrias di Anas, “questa strada è stata una telenovela, un percorso ad ostacoli. Ci siamo trovati a fronteggiare problemi tecnici, mancanza di materiali, e lungaggini amministrative che hanno reso complesso ogni singolo passo”.

L’Assessore Piu, il Sottosegretario di Stato Alessandro Morelli e l’AD di Anas Aldo Isi hanno sottolineato l’importanza strategica dell’infrastruttura. La Sassari-Olbia, lunga 80 km, è ora percorribile a quattro corsie lungo l’intero tratto, migliorando la sicurezza e riducendo i tempi di percorrenza. L’Assessore ha rimarcato con orgoglio il futuro tecnologico dell’arteria, che sarà la prima Smart Road della Sardegna, con tecnologie avanzate per la sicurezza e la comunicazione.

Ma, tra i toni trionfalistici, il Sottosegretario Morelli ha dovuto riconoscere l’altra faccia della medaglia: “Ogni ritardo tecnico o burocratico ha provocato un aumento dei costi che grava inevitabilmente sulle casse pubbliche. Questa non è un’opera da celebrare, ma da analizzare per capire come evitare che il futuro ci presenti il conto salato che abbiamo pagato in passato”.

Oltre alle istituzioni nazionali e regionali, alla cerimonia erano presenti l’amministratore straordinario della nuova provincia Nord Est Sardegna Gaspare Piccinnu e i sindaci di Oschiri e Berchidda, Roberto Carta e Andrea Nieddu, due comuni direttamente interessati dalla realizzazione del ponte sul Rio Mannu. I sindaci hanno parlato con entusiasmo di un futuro da progettare “con maggiore fiducia e concretezza”, ma coscienti che lo stesso entusiasmo non possa essere condiviso dagli abitanti, per oltre un decennio penalizzati dall’eterno cantiere. In molti si chiedono perché un’opera così importante per la viabilità regionale abbia richiesto 24 anni e perché i costi iniziali di 935 milioni siano stati ricalcolati e “riprogrammati” più volte.

L’inaugurazione della Sassari-Olbia rappresenta senza dubbio un passo avanti per la Sardegna, ma non si può ignorare che questa strada, costata quasi un miliardo di euro, sia anche il simbolo delle inefficienze del sistema infrastrutturale italiano. L’ing. Corrias ha parlato con orgoglio del risultato finale, ma non ha nascosto le difficoltà incontrate: “Ci sono voluti 24 anni per completare un’infrastruttura essenziale. Questo dovrebbe farci riflettere su come rendere più rapido ed efficace l’iter per le grandi opere”. D’altro canto, l’Assessore Piu ha posto l’accento sulla sicurezza: “Questa strada ha visto, negli anni, troppi incidenti e oltre 100 vittime. La sua realizzazione era un atto dovuto non solo per collegare due città strategiche, ma per garantire una viabilità più sicura e moderna”.

La Sassari-Olbia è completa, ma il vero traguardo sarà evitare che simili ritardi e costi astronomici si ripetano in futuro. L’auspicio è che le istituzioni mantengano gli impegni annunciati, come la creazione di una cabina commissariale per le infrastrutture della Sardegna, e che il “fiore all’occhiello” rappresentato dalla Smart Road non resti solo un’idea su carta. Per ora, i cittadini si accontentano di percorrere una strada più sicura (la più sicura di tutta la Sardegna e moderna. Ma la domanda resta: a che prezzo?

Informazioni su Giovanna Tamponi 164 Articoli
Storyteller per vocazione, cerco ovunque di trovare storie da raccontare. Amo la Sardegna nei suoi contrasti e da qui traggo ispirazione per trasformare emozioni in parole e immagini. Scrivere è il mio ossigeno, e quando non scrivo, cerco la verità attraverso l’obiettivo. Il giornalismo, per me, è restituire voci, luci e ombre: ogni articolo, come ogni scatto, deve emozionare oltre che informare.

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