Sessant’anni di musica non sono solo una carriera: sono una colonna sonora che attraversa epoche, mode e generazioni. Giovanni Budroni, olbiese doc, li ha vissuti tutti, passando dalla banda di paese ai prestigiosi palchi della Costa Smeralda, senza mai abbandonare il suo grande amore per la didattica.
La sua storia comincia letteralmente “dalla culla”, tra le canzoni di Astro Mari intonate dalla mamma e gli accordi di chitarra suonati dal padre. A cinque anni il primo “strumento ufficiale”: un’armonica di plastica vinta a una lotteria, seguita da un secondo posto al concorso “Ugoletta di cioccolata”. È proprio il padre a intuire il talento e iscriverlo alla scuola della banda musicale, dove Giovanni inizia col clarinetto e poco dopo debutta nelle sagre paesane.
Poi arriva una piccola chitarra, e con essa le prime serate d’estate passate ad accompagnare i vicini di casa in canzoni di Celentano, Little Tony e Bobby Solo, sul marciapiede delle case popolari. “Ricordo quelle sere e quelle persone con grande affetto” racconta oggi, con lo stesso calore di allora.
Gli anni ’60 sono un terremoto musicale. I Beatles cambiano tutto e Giovanni, insieme a un gruppo di amici, inizia a suonare nei matrimoni e persino nelle messe beat della sua chiesa di quartiere. La svolta vera arriva negli anni ’70: Conservatorio Luigi Canepa di Sassari, poi l’ingresso nei Transit Autority e nei Colors di Tony Marino, suonando l’organo Hammond nei migliori hotel del Principe Karim Aga Khan.

Nel 1980, con il fratello Giantore, fonda i Devils: un 45 giri prodotto da Tony Derosas per la Fonit Cetra gira nelle radio e nei jukebox di tutta Italia. In quegli anni divide il palco con Modugno, Gino Paoli, Luca Barbarossa, Amedeo Minghi, Bobby Solo, Marcella Bella, Iva Zanicchi e tanti altri. Parallelamente apre la prima scuola di musica privata a Olbia e rilancia il “Cantabimbo”, facendolo diventare un appuntamento cult.
Arrivano altri 45 giri, il brano “Boomerang” divenne presto sigla di un programma televisivo su Tele Costa Smeralda. Si divide tra concerti ed esibizioni nelle ville, negli yacht e nei locali della Costa Smeralda. “Facevo un lavoro meraviglioso, mi divertivo un mondo e mi pagavano anche bene” sorride. Ma non c’è solo il palco: per 43 anni insegna musica nella scuola statale, fino alla pensione del 1° settembre 2024.
Negli anni 2000 si apre un nuovo capitolo: “Una voce per Sanremo”, “Area Sanremo”, “Sanremo Giovani”, il Festival di Castrocaro e, più recentemente, il ruolo di partner ufficiale di Casa Sanremo, dove a febbraio si è esibito dal vivo con i Bud Brothers, insieme al fratello Giantore. Dal 2023 è anche direttore artistico del Premio Vittorio Inzaina di Telti.
Oggi, a sessant’anni dal suo primo strumento, Giovanni Budroni continua a insegnare, suonare e progettare: “Chi si ferma è perduto” dice, con lo sguardo di chi sa che la musica, per lui, non finirà mai.
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