Testimoni di Geova: la storia poco conosciuta che divide due realtà

Testimoni di Geova: la storia poco conosciuta dal 1962 a oggi tra fede, persecuzioni e due realtà ancora separate.

banner pubblictà
locandina evento Testimoni di Geova Romania

MILANO (MI) – Li si incontra spesso per strada, in coppia, ben vestiti e con una borsa in mano, oppure mentre bussano alle porte delle abitazioni, soprattutto nei fine settimana. I Testimoni di Geova si presentano con gentilezza, sempre sorridenti, pronti a scambiare qualche parola con la Bibbia in mano per parlare di Dio e del suo progetto per l’umanità.

Il loro messaggio è noto: “il Regno di Dio è vicino” e presto porrà fine alle ingiustizie e alla malvagità sulla Terra, instaurando un Regno celeste ed eterno.

Questa è l’immagine che tutti conoscono. Tuttavia, nella zona vicino Milano emerge una vicenda curiosa e poco conosciuta, spesso ignorata anche dalla maggior parte degli stessi Testimoni di Geova perché ritenuta “scomoda”. Una storia reale, ma assente negli scritti ufficiali del movimento.

Per comprenderla è necessario tornare all’inizio degli anni ’60, tra Romania e i Paesi dell’allora Unione Sovietica. In quei territori professare la propria fede era difficile e pericoloso. Le riunioni religiose si svolgevano clandestinamente in piccoli gruppi, era vietato possedere pubblicazioni religiose, non era consentito evangelizzare pubblicamente e nemmeno stampare libri o riviste.

Le autorità governative cercavano di individuare questi gruppi infiltrandosi al loro interno con falsi interessati, con l’obiettivo di identificare i responsabili e arrestarli. Molti furono effettivamente arrestati, subirono violenze e alcuni persero la vita.

Tra le possibili cause della persecuzione vi erano il contesto della Guerra Fredda e l’origine americana del movimento, elementi che rendevano i Testimoni di Geova sospetti agli occhi dei regimi dell’Est Europa.

Alla base della tensione vi era anche l’interpretazione di un passo biblico, tratto dalla lettera ai Romani (capitolo 13, versetto 1): “Siate sottoposti alle autorità superiori”. Fino a quel momento, i Testimoni di Geova interpretavano questo versetto riconoscendo Dio e Gesù come autorità supreme, pur rispettando le autorità terrene. Tuttavia, in caso di conflitto con i principi biblici, ritenevano necessario “ubbidire a Dio anziché agli uomini”, come riportato negli Atti degli Apostoli.

Questa posizione era considerata sovversiva dalle autorità locali. I Testimoni di Geova non partecipavano alla vita politica, rifiutavano il servizio militare e non celebravano festività religiose tradizionali.

Nell’estate del 1962, però, i dirigenti americani modificarono l’interpretazione di quel passo biblico: le “autorità superiori” divennero le autorità terrene. Un cambiamento che segnò una profonda frattura ideologica all’interno del movimento.

Fino a quel momento si insegnava che l’obbedienza a Dio poteva richiedere anche il sacrificio della vita. La nuova interpretazione sembrava smentire quanto sostenuto fino ad allora, generando incomprensioni profonde tra la dirigenza americana e i responsabili dei gruppi dell’Est Europa.

Questa distanza portò alla separazione di una parte dei fedeli, che non diedero vita a una nuova religione, ma a un’associazione denominata “Associatia Internationala Martori Lui Iehova”, diffusa in Romania, Ungheria, Moldavia, Ucraina, Kazakistan, Russia e successivamente anche in Italia, Germania, Francia e Spagna.

Oggi esistono quindi due realtà:

  • i Testimoni di Geova, riconosciuti come religione a livello internazionale;
  • l’associazione, che non riconosce le autorità terrene come superiori e mantiene le dottrine precedenti al 1962.

L’associazione utilizza le stesse pubblicazioni prodotte fino al 1962, gli stessi libri e canti, ma non considera validi i materiali successivi della Watch Tower, ritenuti frutto di compromessi.

Nel tempo non sono mancati tentativi di riavvicinamento, ma con risultati limitati. Rimane inoltre aperta una questione: cosa ha spinto i dirigenti americani a cambiare interpretazione? Tra le ipotesi avanzate vi è quella di un possibile accordo implicito con le autorità per ottenere il riconoscimento ufficiale come religione.

Da questa vicenda nasce una domanda ancora oggi senza risposta: chi sono i veri Testimoni di Geova?

Intanto, il 20 e 21 giugno nei pressi di Milano si terrà un evento organizzato dall’associazione internazionale, con la partecipazione di delegazioni provenienti da Romania, Ucraina, Germania, Francia, Ungheria e Moldavia.

L’evento sarà aperto al pubblico, si svolgerà principalmente in lingua rumena e in parte in italiano, e verrà trasmesso in diretta streaming su YouTube.

Un’occasione per approfondire una storia poco conosciuta ma ancora attuale.

banner pubblicità
Informazioni su Salvatore Garau 877 Articoli
Titolare ed Editore delle Testate Giornalistiche: - Cagliari Live Magazine - Mediapress24.it - Cagliari Live Tv

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*