02 Dicembre 2022
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Un rombo di tuono venuto dal Lago

IL GIORNALAIO STRAMPALATO
scritto da Daniele Cardia il 09-11-2022 15:38
«Conto i minuti, conto le ore
Tu domani giocherai
Oh Gigi Riva di questo cuore…»
Raffaella Carrà

Luigi Riva, noto Gigi, nacque a Leggiuno, alla fine della guerra.

Quando Gigi aveva circa nove anni, il padre morì per un incidente sul lavoro, successivamente, la madre trovò lavoro in una fabbrica di filande, e Gigi venne spedito in un collegio religioso, dove ha sempre raccontato che quella, fu una brutta esperienza. Alla morte della madre, qualche anno dopo, fu cresciuto dalla sorella Fausta, alla quale lui era affezionatissimo e lei lo seguì quando da ragazzo arrivò in Sardegna. Fausta sino alla sua morte nel 2020, rimase sempre accanto al fratello.

Gigi iniziò a giocare a calcio sin da piccolo, il suo talento e la sua potenza dei tiri, vennero notati dalla squadra del Legnano, che lo fece giocare prima nelle giovanili e poi, lo fece esordire in prima squadra nel Campionato di Serie C. Erano i primi anni Sessanta. In quegli anni, il Cagliari faceva spesso “tappa” a Legnano. Tanto che, l'allenatore Arturo Silvestri e il vicepresidente Andrea Arrica lo notarono, lo acquistarono per una cifra esorbitante di allora e lo portarono a Cagliari, riuscendo a strapparlo a diverse squadre concorrenti. Andrea Arrica fu considerato il “Papà dello scudetto” (il figlio di Arrica, Stefano ha scritto un libro con questo titolo, dedicandolo al padre), ma non fu Presidente in quel straordinario anno, ma lo fu solamente tre anni dopo.

Ci sono diverse voci di corridoio in merito all'acquisto di Gigi, quelle che noi cagliaritani chiamiamo “crastuli” e quindi voci veramente poco affidabili. Una di queste voci poco affidabili, dice che, in Sardegna, Gigi venne spedito dal Legnano quasi per punizione. Infatti, in quegli anni, la nostra isola era considerata una terra, dove i lavoratori, soprattutto quelli pubblici, erano spediti per gravi negligenze professionali. La verità, ci dice Stefano il figlio di Arrica, è che Gigi fu acquistato dal padre sui consigli di Silvestri e di Vitali, un suo collaboratore di fiducia.
Un'altra voce dice che dietro il suo acquisto, c'era Angelo Moratti, patron della “Saras”, l'azienda più grande ancora oggi, che nasceva allora in Sardegna. Anche se in città, in tanti dicono, che quelle non erano solo voci. Ma ci sono cagliaritani come me, che dubitano su queste assurde voci. Noi Sardi siamo "barrosi" e "orgogliosi".

La verità è che, Gigi, giovane ragazzo quando arrivò a Cagliari, disse se la Sardegna gli sembrava l'Africa e voleva tornare in Lombardia. Ma tutti noi sappiamo che, Gigi da qui, non se ne andò mai più, rimase tutta la Vita, instaurando delle eterne amicizie con i suoi compagni di squadra. Rifiutando addirittura, proposte indecenti dalla “Vecchia Signora”. Gigi arrivò in Sardegna negli anni Sessanta e regalò al Cagliari, il suo primo e forse unico scudetto vinto, in un periodo, nel quale le tre grandi squadre del Nord (Milan, Inter e Juve) dominavano il campionato italiano.

Il 12 aprile 1970, fu una domenica trionfale, ci fu un'isola in festa, grazie ad una grande squadra di ragazzi, che quasi per caso divennero dei veri Eroi. E il maggior artefice di quell'impresa, era lui. Gigi Riva. Soprannominato dal giornalista Gianni Brera, “Rombo di Tuono”.

Il soprannome, gli fu dato da Brera, perché aveva una potenza del piede sinistro inaudita. Infatti, si racconta, che era l'unico calciatore, che riusciva a fare cose straordinarie calciando con il piede sinistro. Qualcuno dice che, era riuscito negli allenamenti, dalla potenza del suo tiro, persino a fratturare il braccio di qualche povero malcapitato portiere.

Quel prodigioso scudetto del '70 poi, incoronò il ragazzo di Leggiuno. Divenne il giocatore con più gol segnati nella storia della Nazionale Italiana di Calcio, chiunque, lo ha amato, dedicandogli canzoni, film, etc. Ed un'intera isola lo ama.

Da quel 12 aprile, sono passati più di cinquant'anni, e ancora oggi a Cagliari è considerato un Mito vivente, un Dio in terra, un Imperatore, un Re. E tutto questo, si è visto il giorno del suo settantottesimo compleanno, lunedì 7 novembre. Quando si è presentato al “Teatro Massimo”, alla prima del film di Riccardo Milani, dedicato a lui. L'intera sala si è alzata in piedi in un interminabile applauso, provocando la sua commozione. Buon Compleanno Gigi.

Daniele Cardia



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