Ci sono battaglie che per quanto possano sembrare lontane e astratte, in realtà sono molto più vicine a noi di quanto non crediamo. Ogni angolo, soprattutto quelli più veri di ogni città che non si nascondono dietro la finta ricchezza delle aree turistiche, è capace di raccontare una storia che è anche parte di noi: dai nostri conflitti interiori a quelli di un’epoca, come gli anni ’70-’80, che hanno sconvolto l’Italia. La mostra fotografica realizzata al Palazzo di Città che raccoglie alcune delle fotografie scattate da Letizia Battaglia non è solo un invito ad entrare nel mondo di una delle prime fotoreporter donna della storia, bensì un guida che aiuta a comprendere Palermo e quel periodo di crisi che in pochi si sono azzardati a chiamare guerra.
A Palazzo di Città la mostra “Letizia Battaglia senza fine”
“Letizia Battaglia senza fine” è il titolo che è stato scelto per la mostra che conta al suo interno 70 fotografie e due videointerviste di circa 30 minuti l’una. Diversi sono i percorsi che si sviluppano e che rifletto la poliedricità della fotoreporter. Da un lato infatti emerge con forza l’attività legata al giornalismo, anche perché collaborò per diversi anni con il quotidiano palermitano “L’Ora”. Dall’altro invece c’è il racconto della società palermitana e in parte di ciò che lei forse rivedeva di se stessa negli altri.
Lo si nota soprattutto nella sua volontà di fotografare le bambine intorno ai 10 anni, età che per lei fu un punto di svolta per quella che lei stessa definì la perdita della sua libertà. D’altra parte, risalta anche la volontà di fotografare degli scenari anche atipici. Raramente si troverà il bel paesaggio, perché quello che ricerca è una caratteristica incomunicabile ma evidentemente attraente per lei e, di conseguenza, lo diventa anche per lo spettatore.
Le sue foto comunicano con chi le osserva e restituiscono vita alla Palermo di quegli anni. Una Palermo che però si dimostra anche estremamente cruda davanti alle stragi compiute dalla mafia. Persone freddate mentre andavano a recuperare l’automobile nel garage, o altre coinvolte nelle purtroppo ben più note storie. Da Boris Giuliano a Impastato, passando per Giovanni Falcone: non mancano gli attimi che sono stati catturati dalla fotocamera di Battaglia.
Una mostra che merita e che ti prende per mano e mostra la storia della fotoreporter che è stata anche un po’ una storia d’Italia.
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Per ulteriori informazioni sulla fotoreporter: Archivio Letizia Battaglia
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