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Lampedusa nuovamente al collasso. Musumeci: Ho il dovere di intervenire e nessuno potrà fermarmi

21-09-2020 19:07 - CRONACA ITALIANA
A Lampedusa on accenna a diminuire la situazione di emergenza dovuta all'altissimo numeri di migranti all'interno dell’hotspot.

Nonostante le rassicurazioni del ministro dell’interno Lamorgese, che aveva rassicurato il governatore Musumeci ed il sindaco Totò Marcello su un preciso programma di contenimento e di ripristino delle condizioni di sicurezza del centro migranti dell’isola, ad oggi, nulla è stato fatto.

Non è bastato svuotare il centro e trasferire i migranti sulle navi e nel resto d’Italia.

L’isola continua ad essere assediata da navi ong che non vedono l’ora di scaricare il loro carico di merce umana, e non si è fermato nemmeno il flusso di barchini che senza sosta arrivano fin dentro il porto come se nulla fosse.

“Sono oltre milleduecento le presenze all’hotspot di Lampedusa. Ancora ammassati, di nuovo. – scrive il presidente della Sicilia Nello Musumeci -
“Lo Stato ha rivendicato in ogni sede la sua competenza, ma continua a non esercitarla fino in fondo.
Segnalo che non mi risulta che nessuno degli interventi segnalati dalla task force regionale sia stato eseguito per adeguare la struttura alla fase di emergenza sanitaria in corso.
E anche l’iniziativa diplomatica, di cui ci ha parlato a Roma il ministro Lamorgese, non ha prodotto alcun effetto.
Il fenomeno degli sbarchi in Sicilia è affidato al clima, non alla politica. Se c’è brutto tempo si rallenta, con il bel tempo si arriva a flusso continuo. Se non bastassero i barchini, le navi quarantena sono piene di persone portate dalle Ong. Anche in questo il governo non ha voluto raccogliere la nostra proposta. Avevamo detto una cosa di buon senso: se la Sicilia deve gestire gli sbarchi autonomi, non può sopportare anche quelli programmati dalle Ong, che andrebbero quindi destinati in altri porti europei. Risultato: navi piene e hotspot stracolmi. Con rischio di contagio per chi arriva, per gli operatori e per la collettività”.

A questo punto, il governatore siciliano lancia quello che potrebbe essere un ultimatum: “Sono trascorsi molti giorni dalla mia ordinanza ed oggi posso serenamente dire che: alle parole non sono seguiti i fatti; che l’Europa non guarda alla Sicilia e al Mediterraneo; e che il governo nazionale preferisce polemizzare con il presidente eletto dai siciliani, piuttosto che avere l’umiltà di riconoscere ritardi e omissioni. Una cosa è certa: ho il dovere di intervenire. E niente e nessuno potrà intimidirmi o farmi desistere dal dovere di tutelare la salute di tutti”.

Nella giornata di ieri lo stesso governatore aveva denunciato il fatto che tra i migranti sbarcati a Palermo 60 di loro fossero positivi al coronavirus:

" Apprendo adesso che sono oltre 60 i positivi arrivati con la Open Arms a Palermo. A questi si aggiungono quelli già presenti in Sicilia e quelli che hanno test in corso. Il tutto mentre la “zona rossa” istituita ieri si è rivelata una scelta tempestiva con il numero dei positivi nella comunità di Palermo cresciuto oltre le 100 unità".

"C’è una strafottenza senza precedenti, - afferma Musumeci - una volgare strumentalizzazione che capovolge la realtà: quelli che difendono i diritti umani sono accusati di razzismo; quelli che se ne fregano della salute degli ultimi, sono pronti per la canonizzazione. In un mondo così, in un mondo che va al contrario, nessuno si deve poi lamentare se la paura genera insicurezza. E di insicurezza, si sa, si alimentano i totalitarismi, non le democrazie".



Fonte: Redazione Cagliari Live
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